Hanno scatenato la guerra razziale

Ad Ansbach, vicino Norimberga, questa volta abbiamo avuto un attentatore suicida della categoria di quelli che hanno usurpato e infangato il nome di kamikaze. Si tratta di un altro richiedente asilo che ha disertato la guerra in Siria.

In una settimana siamo al quarto attentato in Germania, di cui perlomeno tre dichiaratamente razzisti antibianchi e segnatamente antitedeschi. Gli assassini, ci dicono, erano degli “spostati”. Non sappiamo quanto manipolati, ipnotizzati, utilizzati.

Di certo, se ci limitiamo a fatti materiali e non chiamiamo in causa l’ipotesi che quei dementi siano stati agiti da forze sovrannaturali, i dati sono limpidi.

In primis assistiamo a un attacco inequivocabile al cuore dell’Europa e, al suo interno, nel cuore storico della Germania, la Baviera volkische, sociale e spirituale.
In secondo luogo sono massacri figli diretti della politica d’immigrazione, un grande business per i papponi dell’accoglienza, che produce schiavi, sradicati e stragisti. Da oggi non si può fare altro che chiamare con il loro nome, ovvero schiavisti, razzisti e stragisti, quelli che continuano a predicare (questa) accoglienza.

Per il bene di tutti, anche di coloro che non si trasformeranno più in assassini, ritiriamo le navi dal Canale di Sicilia e blocchiamo tutte le sovvenzioni alle associazioni di accoglienza. Salvo, poi, mandare in galera tutti coloro che, come registrato dlla bocca di Buzzi in Mafia capitale, “fanno più soldi con gli immigrati che con il traffico di droga”. Anche se poi, diversi di questi buonisti, nel traffico di droga sono sicuramente coinvolti e pure in quello degli organi dei clandestini meno fortunati.

Gabriele Adinolfi