Se il copyright è strumentalizzato

La polemica che in questi giorni è montata in merito al volantino distribuito da FDI-AN in Trentino sta assumendo risvolti paradossali soprattutto perché oramai pare incentrata sulla liceità dell’utilizzo della foto riportata più che per i contenuti che si rappresentano.
Come ora tutti sanno si tratta della foto di un giovane, Leelah Alcorn, purtroppo suicidatosi. Il ritratto dai toni drammatici è da tempo diffuso in internet un po dovunque, dai social network maggiori,  siti e blog di vario tipo fino ad essere approdata, con la descrizione della breve vita del protagonista, sul noto sito Wikipedia.
Paradossale è che ora l’azione del partito di Giorgia Meloni sia oggetto di attacco per rivendicare addirittura il copyright dell’immagine. Un po come, mi sia permesso l’accostamento irriverente, se a rivendicare la proprietà di un singolo bicchiere d’acqua fosse colui il quale lo ha appena gettato in mare.
Ovviamente  non sfugge all’attento osservatore che questa azione rimbalzata da un media all’altro è utile soprattutto per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dal fulcro dell’azione proposta. Ci si strappa le vesti per il supposto uso improprio dell’immagine e si evita di parlare del contenuto del volantino.
Infatti nello stesso ci si pone in modo chiaro e definitivo, fornendo anche criteri e chiavi di lettura, contro le varie iniziative che vorrebbero l’introduzione nelle scuole della nostra Patria, a partire da quelle d’infanzia, un progetto atto a spiegare ai bimbi , ragazzini, ragazzi e via crescendo, che non esiste solo papà e mamma ma un’infinita varietà di soggetti che si distinguono solo a seconda delle inclinazioni e dei gusti di tipo sessuale. La cosiddetta teoria Gender.

Ancor più paradossale è leggere quanto riportato dalle varie associazioni e sostenitori di queste teorie secondo i quali l’azione sui nostri indifesi figli servirebbe in realtà solo per inculcare rispetto ed estirpare il virus dell’intolleranza. Scopo meritorio e da appoggiare senza se e senza ma vien da dire.

Ma facendo un salto in avanti, che inevitabilmente mi porta a guardare indietro, non sarebbe molto più efficacie reintrodurre l’insegnamento della vecchia educazione civica? Ricordo bene cone durante quelle ore si insegnasse a rispettare la cosa pubblica, le istituzioni, il prossimo, e via così. Si insegnava in sostanza a rispettare e integrarsi nella società applicando un certo grado di tolleranza per regole e diversità.

Non sarebbe opportuno, invece di ricorrere ad artifizi paradossali, riproporre, in chiave attualizzata ma non adulterata, quanto già fatto per generazioni? No, forse così qualcuno non riuscirebbe a prendere visibilità e a sviare l’attenzione dell’Italiano medio dal degrado che giorno per giorno gi imbarbarisce facendoci perdere le radici e relegandoci al ruolo di rami, talvolta secchi.

Raimondo Frau