Brexit: “No a frontiere chiuse per gli europei da metà marzo”

Non sarà decisa nessuna “data limite” oltre la quale verranno modificati i diritti dei cittadini dell’Unione Europea che vorranno vivere in Gran Bretagna prima che si concluda il negoziato sui diritti dei britannici a vivere in Europa. Fonti del governo hanno spiegato così la scelta, la quale non intende prendere iniziative unilaterali sulla Brexit finché non verranno garantiti i diritti di residenza dei britannici che hanno scelto di stabilirsi oltre la Manica.

Verso metà marzo la Premier Theresa May farà formalmente ricorso all’art. 50 del Trattato di Lisbona per far uscire la Gran Bretagna definitivamente dall’Ue, secondo la volontà del suo popolo. Ma che ciò coincida con la chiusura delle frontiere per i cittadini europei non è così scontato. Downing Street infatti ha evidenziato qualche giorno fa che la data in cui la libera circolazione degli europei nel Regno Unito verrà limitata sarà parte integrante del negoziato sulla Brexit con Bruxelles. La stessa posizione è stata espressa anche da Whitehall, sede del Ministero degli Esteri.

Come spiega il Guardian, la scorsa settimana erano circolate rumors secondo cui la Premier avrebbe annunciato la fine della libera circolazione delle persone dalla Ue in contemporanea con l’avvio del negoziato, atteso per metà marzo. Le voci erano scaturite dopo una riunione di governo di giovedì scorso, nella quale i Ministri del Governo May avevano analizzato il futuro dei cittadini Ue in Gran Bretagna e le future politiche d’immigrazione dalla Ue. Durante la riunione i Ministri avevano espresso posizioni contrastanti.

Il Sunday Times ha scritto che tra le possibilità previste c’è quella di concedere un visto quinquennale ai cittadini Ue che lavorano in settori chiave per il mercato britannico, escludendoli tuttavia dai benefici previdenziali. Inoltre il governo potrebbe preparare un elenco di settori con posti di lavoro disponibili per gli immigrati dalla Ue, come già fa per l’immigrazione non europea.

Ieri un portavoce di Downing Street ha detto che se il controllo dell’immigrazione è uno dei punti chiave della Brexit, entrerà in vigore solo al termine dei negoziati. Le stesse voci hanno portato Bruxelles a rispondere fermamente: “Finché la Gran Bretagna è uno Stato membro, mantiene diritti e obblighi. La Commissione ritiene che sia desiderabile che la data in cui ciò cambierà sia la data in cui la Gran Bretagna lascia”, è stata la risposta secca. La posizione sarebbe stata concordata durante una riunione tecnica tra il capo negoziatore sulla Brexit della Ue Michel Barnier e i rappresentanti degli altri Stati membri Ue.

[Photocredit: The Independent]