Presidenziali Francia, FN sconfitto: dopo Marine sarà Marion a guidare il partito?

Il futuro del Front National si chiama Marion-Maréchal Le Pen, delfino e nipote della leader del partito Marine Le Pen. Alle scorse legislative è stata eletta la più giovane deputata di tutta l’assemblea nazionale francese a soli 22 anni. Candidata del Front National alle elezioni regionali del dicembre 2015, al primo turno si è classificata prima con il 41,2 % per la Presidenza della regione di Provenza-Alpi-Costa Azzurra, perdendo al secondo turno e diventando Consigliere regionale.

Marion sembra avere le idee abbastanza chiare sugli obiettivi del partito, forse anche più della zia. In una recente intervista, si è espressa con queste parole su immigrazione ed Europa: “Ogni anno in Francia entrano 200.000 persone legalmente e la Francia non riesce più a farsene carico economicamente, socialmente e culturalmente. Vogliamo fare una moratoria iniziale per capire quanti sono; vogliamo una cifra esatta dei visti concessi, dei criteri e dei Paesi e, a quel punto, vogliamo avviare delle riforme come la soppressione dello Ius Soli, l’interruzione dell’automaticità del ricongiungimento familiare. Prima di permettergli di entrare in Francia, valuteremo la conoscenza della lingua, il casellario giudiziario e soprattutto verificheremo il rispetto di una serie di valori tra cui l’uguaglianza tra uomini e donne. L’Unione Europea non solo non protegge a sufficienza le frontiere, ma incoraggia l’immigrazione clandestina accompagnando i barconi dal Mediterraneo alle nostre coste. Bisogna che la Francia elimini tutte le agevolazioni sociali che incoraggiano l’immigrazione clandestina, dobbiamo incentivare l’apertura di centri d’accoglienza umanitari nei Paesi di partenza e in quelli limitrofi affinché i rifugiati possano rimanere lì”.

Marion ritiene che l’emergenza immigrazione sia generata da un circolo vizioso: ”Il problema è sempre alla radice. Il sistema oggi è totalmente perverso: più noi incentiviamo queste popolazioni a venire, più i trafficanti riempiranno i barconi all’inverosimile, più saremo costretti a salvarli in mare. Abbiamo coperto le atrocità di umanesimo e di falsa generosità e queste sono le conseguenze. Con un sistema tanto terribile è naturale poi che ogni Stato cerchi di trovare delle soluzioni da sé”.

L’astro nascente della Destra francese ha affermato che il Front National seguirà l’esempio del Regno Unito: saranno aperti dei negoziati per ritrovare la sovranità territoriale, legislativa e monetaria, alla fine dei quali ci sarà un referendum con l’obiettivo di uscire dall’euro moneta unica per creare l’euro moneta comune, il quale coabiterà con la moneta nazionale francese. L’intento è di aspettare le elezioni in Europa nel 2018, sperando nell’appoggio degli alleati, in particolar modo per ciò che riguarda l’Italia con la Lega Nord.

Oggetto di negoziato saranno i lavoratori distaccati, la supremazia del diritto nazionale su quello europeo, la possibilità di fare del protezionismo economico e anche la questione dell’euro. L’Europa rinegoziata sarà poi oggetto del referendum relativo alla Frexit.

Nel corso della campagna elettorale, Marion ha definito la zia come “la candidata del protezionismo, del limite, del blocco dell’immigrazione, della lotta al terrorismo islamista”. In più occasioni, Marion si è fatta portavoce delle limitazioni alla procreazione medicalmente assistita, dell’opposizione alla maternità surrogata e si è detta favorevole all’abolizione dei matrimoni gay previsti dalla legge Taubirà.

Marion pare aver mantenuto lo spirito conservatore che il Fronte Nazionale aveva ai tempi di Jean-Marie Le Pen e che Marine aveva cercato i tutti i modi di smussare. In un’intervista al Washington Post, ella stessa si era definita “erede politica di Jean-Marie, nonostante non ne condividesse le dichiarazioni sulle camere a gas. Marion si presenta dunque come la versione più locale della famiglia Le Pen, all’opera nel Sud della Francia e membro del Parlamento nazionale. Due visioni non proprio conformi quella di Marion e Marine, l’una più laica e l’altra più conservatrice di una serie di valori definiti “non negoziabili”, come ad esempio la questione dell’aborto.

Il carattere deciso della giovane Le Pen e la sua grande influenza mediatica hanno portato a guardarla come prossima leader del Front National, nonostante le due Le Pen cerchino di mostrarsi unite nello stesso obiettivo. Dal canto suo, Marion ha smentito la propria potenziale candidatura alla guida del partito, mossa giudicata tattica per raccogliere fette più ampie di elettorato. Eppure, il delfino del Front National ha dichiarato: ”Sono di Destra filosoficamente, politicamente e culturalmente, ma oggi non mi interessa chiudermi in un perimetro solo con le persone che hanno un percorso di Destra; dobbiamo aprirci anche a chi viene dalla Sinistra perché penso che l’interesse della Francia e dei francesi venga prima degli steccati tra Destra e Sinistra. Noi siamo i ‘partigiani della nazione’ e chiunque condivide la supremazia della nazione è benvenuto”.

Almeno su questo, le visioni delle due Le Pen coincidono, ma forse è giunta l’ora che il Front National torni allo stampo del vecchio Jean-Marie guidato dalla giovane Marion. Se è vero che la politica si costruisce su compromessi, le elezioni presidenziali francesi dimostrano che anche la coerenza conta e che l’elettorato ha la memoria lunga.

Antonella Gioia