Attentato a Israele, Isis rivendica ma Hamas smentisce: “Siamo stati noi”

Lo Stato Islamico ha rivendicato il duplice attacco coordinato in Israele, dove una poliziotta israeliana di 22 anni è rimasta uccisa e alcune persone sono state ferite. Ma poche ore più tardi arriva la smentita riceve di Hamas, che ha sua volta si assume la paternità dell’attacco. “Le affermazioni dell’Isis – ha detto Izzat El-Reshiq – sono un tentativo di confondere le acque”.

“L’attacco è stato condotto da due palestinesi del Fronte Popolare per la liberazione della Palestina e un membro della nostra organizzazione”, ha continuato, e anche il Fronte ha confermato.

La giovane agente, Hadas Malka, è stata subito ricoverata nell’Ospedale Hadassah sul Monte Scopus in condizioni gravi e poche ore dopo è morta a causa delle coltellate ricevute. Un altro agente è stato ricoverato con ferite più lievi. La polizia ha parlato anche, ma senza specificarne il numero, di passanti rimasti feriti “a causa dell’attacco” stesso: secondo alcune fonti sarebbero due palestinesi, altri parlano di cinque.

I fatti sono avvenuti nella sera del terzo venerdì di Ramadan e all’inizio dello shabbat, il riposo ebraico. Secondo una prima ricostruzione fornita dalla polizia israeliana, nel primo assalto, quello alla Porta di Damasco, un palestinese ha accoltellato la poliziotta e poi è stato ucciso da altri agenti israeliani. Nel secondo attacco, quello di Via Suleiman, due aggressori hanno usato oltre ai coltelli un fucile rudimentale che però si sarebbe inceppato impedendo un bilancio più grave. I due terroristi sono stati uccisi dal gruppo di agenti israeliani che avevano subito l’assalto.

Dopo l’attentato Israele ha annullato i permessi di ingresso concessi in precedenza a 25mila palestinesi in occasione del mese del Ramadan. Lo ha reso noto il Coordinatore delle attività israeliane nei Territori, il generale Yoav Mordechai, citato dalla radio militare. In particolare l’alto ufficiale ha polemizzato con al-Fatah, che ha condannato Israele per la uccisione dei tre assalitori.

“Avete distrutto l’atmosfera del Ramadan fra gli abitanti della Giudea-Samaria (Cisgiordania)” ha osservato Mordechai, aggiungendo con sentimento di rivalsa: “In seguito all’attacco criminale abbiamo annullato 25mila permessi. Chi semina vento raccoglie tempesta”.

[Photocredit: Quotidiano.net]