CHARLIE HEBDO: TURISMO IN CALO

Dopo l’attentato alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo si è registrato un calo del turismo nella capitale francese. Secondo Mkg Hospitality, compagnia che monitora quotidianamente i trends globali in questo settore, il tasso di occupazione degli hotel parigini sarebbe in calo di qualche punto percentuale. Non ci sono ancora dati ufficiali, ma l’inversione di tendenza è già concretamente visibile.

Torre Eiffel senza la tradizionale fila per visitarla; Museo del Louvre chiuso, per una direttiva del Ministero dell’Istruzione, alle visite scolastiche; militari presenti nei principali luoghi d’attrazione parigini; governi stranieri che hanno allertato i propri cittadini sui viaggi a Parigi.

Ma la risposta della Ville Lumière non si è fatta attendere. A fine febbraio inizierà la campagna internazionale “Open for Business”, portata avanti dal direttore del Comitato del Turismo della regione Île-de-France, François Navarro, che visiterà Regno Unito, Italia, Spagna, Germania e perfino Los Angeles., Hong Kong e Tokyo. Durante queste visite internazionali organizzerà dei workshop per promuovere il turismo in Francia e rassicurare i potenziali visitatori riguardo la sicurezza della capitale. Infatti, in seguito alle dichiarazioni del Primo Ministro Manuel Valls sul mantenimento dello stato di allerta, sono state schierate sul territorio 10.000 unità armate.

In un Paese che deve il 7% del suo PIL al turismo e in cui i posti di lavoro legati a questo settore, nella sola zona dell’Île-de-France, sono ben 550.000, ci si augura una veloce ripresa e il mantenimento del record di prima destinazione turistica mondiale. Non solo perchè l’impatto di una recessione in un settore chiave quale è quello turistico, avrebbe conseguenze non trascurabili, ma soprattutto per non far sì che il terrorismo faccia il suo dovere: alimentare la paura e far vivere in uno stato di costante insicurezza i cittadini.

Sara Consolino

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