Mosca rigetta le accuse della Clinton: “Pare insultante e inadeguato per il livello stesso della campagna per le elezioni presidenziali”

Continua il problema Putin per Donald Trump. Il New York Times dedica una lunga inchiesta sui rapporti di Paul Manafort, attuale capo della campagna elettorale del miliardario, con Viktor F. Yanukovych, ex presidente ucraino per cui Manafort aveva lavorato nel tentativo di rilanciare la sua immagine. Questo mettendo in luce come Yanukovych abbia avuto rapporti diretti con Vladimir Putin e sia più volte stato definito l’uomo attraverso cui Mosca controllava l’Ucraina. La questione si unisce anche all’attacco da parte degli hacker russi, attraverso il quale sono stati rubati email e dati sul partito democratico e sulla campagna elettorale di Hillary Clinton.

Per Mosca le accuse di Hillary Clinton ad hacker russi di aver violato i server del partito democratico Usa sono “una follia” e una “dimostrazione di debolezza”. Lo ha detto l’inviato del Cremlino per la cooperazione internazionale nell’ambito della sicurezza informatica, Andrei Krutskikh. “Penso che sia solo una follia e arrivare e questi argomenti è una dimostrazione di debolezza. La mia posizione è che gli americani non hanno fatto e continuano a non fare reclami ufficiali su nessuna delle piste” ha detto Krutskikh a Interfax.

“C’è una certa contraddizione: ci sono reclami da parte di rappresentanti che combattono per la poltrona presidenziale e i rappresentati ufficiali della Casa Bianca non commentano o restano sul vago, ma non prendono posizioni ufficiali perchè, in effetti, si parla di un tentativo di interferenza negli affari interni” ha aggiunto l’inviato del Cremlino.

“Per questo reagiamo con grande serietà perchè pare insultante e inadeguato per il livello stesso della campagna per le elezioni presidenziali” ha proseguito Krutskikh. “Sul piano ufficiale non si dice nulla e si muovono accuse per influenzare gli elettori americani. Penso che queste iniziative siano inadeguate e vengano prese da una posizione di debolezza”.

Nel frattempo il post Convention ha cominciato a rendere risultati per la Clinton, ecco la risposta di Donald Trump: egli ha definito Hillary Clinton “il diavolo” durante un incontro elettorale in Pennsylvania. Il candidato repubblicano alla Casa Bianca ha sostenuto che Bernie Sanders, ex rivale alle primarie democratiche, “ha fatto un patto con il diavolo” quando ha espresso il proprio sostegno a Clinton: “Se non avesse fatto nulla, se fosse tornato a casa, a dormire, a rilassarsi, sarebbe stato un eroe, invece ha fatto un patto con il diavolo. Lei è il diavolo. Ha fatto un patto con il diavolo“.

Trump aveva già accusato Sanders, nelle scorse settimane, di essersi venduto con il proprio endorsement alla Clinton. Intanto, ci sarebbe un effetto convention sui sondaggi, che danno in vantaggio Hillary sul rivale: la candidata democratica gode di un maggiore favore tra gli elettori americani grazie alla sua performance di giovedì 28 luglio, quando ha accettato la nomination per le elezioni presidenziali del prossimo novembre e ha chiesto all’America di non credere a quanto dice il candidato repubblicano. Secondo una rilevazione fatta da Cnn, Clinton conta sul 52% delle preferenze contro il 43% di Trump. Con le preferenze, cresce anche il numero degli americani che crede nelle capacità della candidata democratica di guidare il Paese nella giusta direzione (dal 43% si è passati al 48%); su questo fronte il candidato repubblicano non ha saputo muovere l’asticella. Grazie forse agli interventi alla convention del presidente americano Barack Obama, della first lady Michelle, del vicepresidente Joe Biden e del marito Bill Clinton, più elettori ora dicono che voterebbero per lei non tanto per remare contro Trump ma per darle sostegno. Se a inizio maggio il 48% del campione diceva di volere dare il proprio appoggio all’ex segretario di Stato, ora è il 58% ad essere intenzionato a farlo. E solo il 16% degli intervistati dice che potrebbe cambiare idea tra qui e l’Election Day, il giorno delle elezioni previste l’8 novembre prossimo.

Fonte: Aska Agenzia di Stampa