Salvini incontra Trump: ed è subito polemica

Senza dire niente a nessuno, Matteo Salvini è volato a Philadelphia a incontrare Donald Trump, il candidato repubblicano per le elezioni del nuovo Presidente degli Stati Uniti. Così Salvini commenta la foto pubblicata su facebook quest’oggi: “Un saluto dagli Stati Uniti, amici. Go, Donald, GO!” seguito dall’ashtag #trump2016.

Decidere di incontrare Trump e fare la foto insieme a lui si è rivelata una mossa rischiosa per il leader leghista, che subito ha ricevuto critiche e disapprovazioni da parte di chi lo segue sulla sua pagina. Oltre ai commenti aspri, in moltissimi hanno condiviso la sua foto accompagnandola con qualche frase ironica come: “Neo Adolf e neo Benito the reunion” oppure “Ecco Salvini che si diverte al museo delle cere”.

Tuttavia, Salvini non si abbassa agli insulti e, nel video in diretta, saluta i suoi seguaci raccontando la serata di ieri insieme a Donald Trump: “Una bellissima serata ieri alla convention con più di 10 mila persone ad ascoltare le idee e i progetti di Donald Trump che può essere accusato di tante cose, ma sicuramente le idee chiare ce le ha sul tema sicurezza, immigrazione, legalità, controlli, rispetto, ma anche sul tema economia: meno Stato e meno tasse”.

Ciò che convince di Trump è la sua estrema semplicità nell’elaborazione dei suoi discorsi, con parole che arrivano a tutti e concetti chiari, senza giri di parole. Più che un politico, c’è da ricordarlo, Trump è un imprenditore e, come tale, ha una certa esperienza nel saper convincere i suoi interlocutori.

C’è chi lo paragona a Hitler per la sua capacità di farsi ascoltare dalla massa, viene giudicato razzista perché ha intenzione di costruire un muro al confine col Messico nonostante abbia specificato più volte nei suoi discorsi che non ce l’ha coi messicani, anzi, ha ottimi rapporti con il Messico soprattutto commerciali. “Quando il Messico manda le persone negli Stati Uniti” afferma Trump in un suo discorso, “non manda la sua gente migliore, ma persone che hanno molti problemi, che portano da noi. Portano droga, crimine… Ma non arrivano solo dal Messico, probabilmente anche da tutta l’America latina. Non sappiamo chi arriva perché non abbiamo protezioni, né competenza, non sappiamo cosa succederà, ma questo sistema va fermato e in fretta”.

Salvini si ritrova molto nelle sue idee, soprattutto per quanto riguarda il tema della protezione dei confini e della difesa del proprio mercato. Come spiega infatti nella sua diretta di oggi, Salvini ha sentito parlare Trump riguardo il “difendere i prodotti americani per evitare che venga prodotto tutto in Cina, in Brasile o chissà dove”. Salvaguardare la pesca, l’agricoltura, il commercio, l’artigianato, in una parola il “made in Italy” è uno degli obiettivi di Salvini, che gira tra i mercati d’Italia, ascolta le voci degli imprenditori stremati dalle tasse che si vedono superare in concorrenza dai produttori stranieri in gran parte per colpa delle leggi europee.

Perchè Salvini sia volato a Philadelphia ad ascoltare e incontrare Trump resta un interrogativo aperto. Si potrebbe pensare che volesse mettersi in mostra insieme al probabile futuro Presidente degli Stati Uniti d’America, aumentando la sua popolarità e i suoi consensi (nonostante molti che appoggiano Salvini, in realtà, siano contrari a Trump), oppure semplicemente voleva andare a vedere coi propri occhi cosa sta succedendo negli Stati Uniti, ignorando l’influenza mediatica dei giornali e delle televisioni italiane che riportano Donald Trump come un soggetto pazzo e pericoloso.

Tanto rumore per nulla, in fondo Trump è solo un brillante imprenditore che bada molto al concreto, sa come muoversi e sa cosa vuole. Un Paese ha bisogno di mano ferma, pugno di ferro e decisione. Quello che sembrava il Paese più forte del mondo, gli Stati Uniti, in realtà è pieno di problemi e i cittadini si sentono soli ed insicuri e vedono in Trump uno spiraglio di speranza. Salvini è un Trump in miniatura che si è ritrovato a percorrere una strada parallela a quella di Trump: entrambi discutono degli stessi problemi e lo fanno più meno nelle stesse modalità.
Solo quando arriveranno al potere però, se ci arriveranno, si potrà davvero giudicare l’operato dei due politici. Per ora si possono fare solo supposizioni.

Melissa Toti Buratti