STABILITA’ LIBIA: FONDAMENTALE PER L’ITALIA

La Libia ha un nuovo governo. Dopo una prima bocciatura, l’esecutivo presentato dal premier Al-Thani ha ottenuto il voto di fiducia del Parlamento legittimamente eletto della Libia. Si tratta di una grande novità nel caos che investe da mesi il Paese.

La situazione in Libia è al centro della 69esima Assemblea generale delle Nazioni Unite in corso a New York. La comunità internazionale è intervenuta formalmente per affermare che in Libia non può esserci una “soluzione militare” alla crisi ed è necessario un “cessate il fuoco immediato”. Questa posizione è stata ufficialmente espressa in un comunicato congiunto dai governi di 13 Paesi – tra cui Italia, Francia, Spagna Germania, Gran Bretagna, Qatar, Arabia Saudita, Turchia più Onu e Ue.

“Per la Libia dobbiamo puntare sul dialogo diplomatico”, ha affermato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini. La titolare della Farnesina ha anche accolto in modo positivo la riunione organizzata per il prossimo 29 settembre dall’inviato delle Nazioni Unite in Libia, Bernardino Leon, con l’obiettivo di consentire la transizione dal vecchio Parlamento al nuovo e su questa base consolidare istituzioni nelle quali tutti si riconoscano.

“Siamo solo all’inizio di un percorso di progressiva stabilizzazione che le parti hanno il dovere di portare fino in fondo, per il bene di tutti i libici, con il sostegno della comunità internazionale”, ha affermato Mogherini. Il ministro ha poi sottolineato che l’Italia, in tutti questi mesi, ha seguito da vicino e appoggiato gli sforzi di pace in Libia mantenendo aperta l’ambasciata nonostante le difficoltà.

La scorsa settimana, nel corso di una visita a Roma, il ministro della Giustizia libico uscente, Salah Bashir al-Marghani, aveva sottolineato come “una Libia stabile e democratica è nell’interesse di tutti per la sua posizione nel Mediterraneo”, ma per centrare questo obiettivo, anche attraverso l’uso delle sanzioni, “abbiamo bisogno del supporto dell’Onu” e dell’Italia, “un Paese con il quale abbiamo un rapporto storico”. Solo insieme si può aiutare la Libia a “disarmare le milizie, pacificare e riprendere il controllo del Paese” e risolvere così “il problema dell’immigrazione clandestina” dalle coste di Tripoli.

“Uno ‘stato fallito’ in Libia causerebbe molti problemi, tra cui un’intensificazione dei fenomeni migratori dall’Africa verso le coste italiane” ha continuato al Marghani.

“La stabilità della Libia è una delle precondizioni per gestire il flusso di migranti. Abbiamo bisogno di un interlocutore nazionale per gestire questo problema”, ha affermato il ministro Mogherini. Il tema della sicurezza nel Mediterraneo però non può essere relegato a una questione italiana, ma coinvolge l’intero continente e il ruolo pacificatore dell’Occidente. Da molti anni, l’Italia ha infatti stretti rapporti dal punto di vista energetico con la Libia, paese tra i più importanti fornitori di gas e petrolio per l’Italia.

Ma la Libia è anche un interesse nazionale per l’Europa e per gli Stati Uniti. Quanto accadrà nelle prossime settimane sarà importante per i rapporti futuri tra il Nord Africa e l’Europa. I problemi devono essere affrontati dall’Europa e non dai singoli Paesi.

Marianna Di Piazza

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