Tutto il fallimento di Alfano sul caso Battisti

Cesare Battisti resta in libertà. Lo ha deciso all’unanimità il Tribunale della terza regione che ha concesso oggi l’habeas corpus all’ex terrorista italiano, condannato in Italia a quattro ergastoli e in latitanza da 36 anni. Tuttavia, l’ex terrorista rosso avrà sempre bisogno di un’autorizzazione per lasciare la città dove risiede.

Niente carcere dunque. Secondo la difesa, la decisione «rappresenta un importante atto di legittimità». Nella sentenza, infatti, si prevede che Battisti abbia sempre bisogno di un’autorizzazione per lasciare la città dove risiede e dovrà usare un braccialetto elettronico per essere costantemente monitorato durante la sua permanenza in Brasile.

Battisti era stato arrestato il 5 ottobre a Corumbà vicino alla frontiera con la Bolivia ed era stato accusato di volerla superare illegalmente. Un giudice gli aveva poi concesso la libertà condizionale.

Secondo i giudici, il tentativo di evasione fiscale non è un crimine violento e Battisti avrebbe potuto uscire dal Paese, se avesse dichiarato al fisco di esser in possesso di denaro.

Ora Battisti dovrà rispettare tre misure cautelari: comparire periodicamente per informare e motivare le proprie attività, non allontanarsi dalla zona di residenza, sottostare a monitoraggio elettronico se saranno disponibili dispositivi ad hoc.

Così, nonostante il presidente Michel Temer avesse revocato lo status di rifugiato a Cesare Battisti, l’Alta corte rinvia la decisione sull’estradizione. Ancora una volta sempre più lontana.