UN NUOVO ALLARME PER LA FORESTA AMAZZONICA : LE COLTIVAZIONI DI SOIA

Giovedì 5 giugno tutto il mondo ha celebrato la Giornata Mondiale dell’ Ambiente. Già dal mese scorso l’ associazione ambientalista in difesa della foresta Amazzonica porta avanti la sua campagna con lo slogan ” Non mangiamoci l’ Amazzonia “. Il grosso problema che sta riscontrando attualmente la foresta più grande e più ricca di biodiversità del mondo è la coltivazione di soia, utilizzata come mangime per polli e suini. La soia viene anche usata al fine di produrre vari tipi di carne : ad esempio per 1 kg di carne suina i grammi di soia sono pari a 263, per il pollo 575 e per il manzo 173.

In un primo momento si potrebbe pensare a cosa ci sia di male nella coltivazione del mangime per animali. Ebbene la soia è considerata come la causa principale di deforestazione e allontanamento di comunità indigene.

La deforestazione avviene soprattutto in Bolivia e Brasile, insieme all’espansione di pascoli per il bestiame, gli incendi, il disboscamento, la costruzione di strade asfaltate e il degrado dai cambiamenti climatici.

Sebbene negli ultimi 50 anni si sia persa una piccola parte della foresta, un futuro aumento dei tassi di deforestazione potrebbe provocare una perdita di un quarto della restante entro i prossimi 30 anni, con punte addirittura del 37 % per i prossimi 50.

Il WWF si sta duramente impegnando nella promozione di una migliore pianificazione del suolo, nella tutela delle aree più sensibili e con più valore, migliori pratiche agricole e riduzione di scarti e rifiuti.

I consumatori dei paesi sviluppati possono contribuire a ridurre la soia, consumando meno proteine animali e riducendo lo spreco alimentare, che avviene soprattutto in casa.

Secondo le stime di Gfk Eurisko 2013, in Italia si gettano oltre 1,2 milioni di tonnellate di cibo, che corrispondono a 8 miliardi di euro. Lo spreco alimentare deriva però non solo dagli alimenti, ma anche dalle numerose risorse naturali contenute in essi, che possono avere impatti importanti sull’ambiente.

Per questo il WWF, insieme al Piano Nazionale contro lo spreco alimentare, da la possibilità di offrire un aiuto dal web e dai social network, consentendo ai cittadini non solo di approfondire la tematica dello spreco, ma dando ulteriori consigli per evitarlo.

Martina Cusimano

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