Comi (FI): “Revisione direttiva armi al Parlamento Europeo”, svolta per la sicurezza?

Limitato l’uso di armi automatiche pericolose o non adeguatamente disattivate sul suolo europeo: è questo il principale risultato contenuto nel provvedimento oggi votato alla Commissione per il Mercato interno del Parlamento Europeo che andrà a modificare la Direttiva sul possesso legale delle armi da fuoco nell’Unione Europea.

“Un risultato importante e significativo per tutti gli europei in termini di sicurezza, tenuto conto dell’attuale contesto internazionale e visti i continui allarmi terroristici cui purtroppo siamo ormai sottoposti”: così dichiara Lara Comi, eurodeputato di Forza Italia, vicepresidente del gruppo del Partito Popolare Europeo e componente della Commissione.

“Il risultato raggiunto è frutto di un compromesso equilibrato tra Parlamento europeo, Commissione e Consiglio ed andrà al voto del Parlamento Europeo nel prossimo mese di marzo per  poi essere formalmente approvato dal Consiglio dei Ministri dell’UE nei mesi successivi. Verranno naturalmente salvaguardate alcune categorie di persone quali tiratori sportivi, cacciatori, collezionisti e riservisti. Ad esempio i cacciatori – prosegue la Comi – avranno la possibilità di avere un limite di 10 colpi nel caricatore oppure i tiratori sportivi potranno continuare a partecipare alle competizioni sportive a condizione che l’attività venga attivamente praticata”. 

Si procederà in questo senso ad aggiornare le regole che disciplinano la Carta europea da arma da fuoco per poter coprire tutte le armi detenute dai tiratori comprese quelle che rientrano nella Categoria A. Gli stati membri a loro volta potranno rilasciare autorizzazioni per chi farà uso di armi a protezione di Infrastrutture critiche, trasporto commerciale, convogli di valore ed edifici sensibili, difesa nazionale, educativi, culturali, di ricerca e a fini storici. Secondo questo nuovo accordo interistituzionale, gli stati membri avranno 15 mesi per recepire le nuove regole nella propria legislazione e 30 mesi per realizzare un sistema di scambio di informazioni.

“La priorità di difendere e tutelare la serenità dei nostri cittadini è prioritaria e dal Parlamento Europeo – conclude la Comi – arriva oggi un nuovo segnale a vantaggio dell’intera Europa”.