La perfezione della Germania fa tanti buchi nell’acqua

La Germania della Merkel è la grande Germania del lavoro, della sicurezza, della puntualità, del rigore; i tedeschi sono ordinati, pacati e professionali. Questi sono gli stereotipi che gli italiani si sono fatti della Germania, sia grazie a racconti di amici, sia per una (cattiva) ridondante informazione a scapito dell’Italia la quale, confrontata con la Germania, viene descritta come l’inferno.

Un po’ di verità c’è sempre e, sicuramente, il Paese tedesco funziona meglio di quello italiano sotto certi punti di vista, ma farne un infallibile fenomeno a livello mediatico non può che rendere cieca la popolazione media, la quale non ha mai messo piede in Germania e non può davvero sapere come se la passano i tedeschi.

Partendo dalla “cordialità tedesca“, un servizio di ristorazione, che sia franchising o il singolo venditore di Bratwurst, se come orario di chiusura ha le 20.30 è capace di mandar via il cliente che arriva pochi minuti dopo. Non importa se è domenica e i supermercati sono tutti chiusi (per cui il frigorifero e la dispensa sono vuoti) o se si è appena arrivati da un viaggio lungo 10 ore, per loro è il momento di chiudere senza eccezioni. Evidentemente la loro fiscalità è strettamente connessa al fatto che se lo possano permettere; con la crisi italiana al venditore di pizza al taglio non importa di chiudere mezz’ora dopo: soddisfare il cliente è un piacere (e non solo per le tasche); talvolta i ristoranti accolgono la clientela anche dopo l’orario di chiusura della cucina perchè pare scortese respingerli dicendo: “La cucina è già chiusa“. Che sarà mai preparare altri due piatti di pasta? Se dal bar o ristorante tedesco, poi, si va via senza offrire la mancia, il cameriere spesso si offende e non saluta.

Aprendo una parentesi sulla domenica, pare assurdo ma è così: in Germania alla domenica, anche nelle grandi città come Colonia e Norimberga, i supermercati, i negozi e alcuni servizi di ristorazione sono chiusi per tutto il giorno. Il motivo è che la domenica, essendo “la giornata della famiglia“, la si deve trascorrere con i famigliari, quindi anche i commessi e i baristi hanno il diritto di riposare e starsene a casa. In Italia questo non potrebbe mai essere realizzabile, in primo luogo perchè alla famiglia italiana piace uscire alla domenica (molto meglio che restare ad annoiarsi in casa davanti alla TV con Barbara D’Urso); in secondo luogo la domenica è l’unico giorno in cui i negozi possono aumentare le vendite per la maggior affluenza di clienti che, lavorando durante la settimana, non possono fare shopping.

Parlando di alcuni pregiudizi, al contrario di quanto si possa pensare, la popolazione tedesca è fredda solo in parte: se si chiedono indicazioni nell’ambiente universitario o per strada, vi sono sempre persone gentili a rispondere, ma al di là di questo non vanno mai. Non c’è da aspettarsi che un tedesco avanzi l’idea di andare a bere un caffè o far conoscere i suoi amici e, forse, proprio sotto questo aspetto possono essere considerati un po’ distaccati e rigidi. In Italia stringere nuove amicizie è molto più semplice, da un vagone sul treno alla lezione universitaria; si può dire che riesca più naturale scambiarsi i numeri o il contatto facebook.

Il pregiudizio che “gli italiani sono chiassosi” è assolutamente vero se si paragonano le vie delle città italiane a quelle tedesche, nelle quali regnano il silenzio e la calma più assoluti. Che sia a Berlino, Monaco o Francoforte, a parte il rombo di alcune auto di lusso, la voce di qualche ubriaco un po’ alterato o degli italiani, sono tutte città silenziose, e lo stesso silenzio si trova nei ristoranti. Se si sente parlare forte è solo perché ci sono i mercatini di Natale o qualche festa cittadina, altrimenti di norma ai tedeschi non piace far sentire agli altri di sé, quello che pensano sulla politica (le rare volte che ne parlano) o sulle vacanze che faranno. Sono riservati e non guardano in faccia a nessuno. Forse l’aspetto positivo in questo è che in Germania non scrutano da capo a piedi colui che parla al telefono in tram o quella che ha dei pantaloni un po’ strani; ognuno si fa gli affari suoi, mentre in Italia, dove regna l’amore per la moda e la borsetta da 800 euro, si viene giudicati in continuazione.

In Germania c’è più sicurezza, ci sono più controlli, tutto è più sicuro!” è una frase che si sente spesso dire, contrastando la situazione degenerata italiana. In Germania non ci si deve stupire nel vedere persone che alle 10 di mattina bevono birra o altri alcolici per le strade, nei tram o nei parchi pubblici. L’alcolismo in Germania (come un po’ in tutto il nord Europa) è un grosso problema che rende le città assolutamente non sicure soprattutto per le ragazze giovani e i turisti. In Italia possono capitare dei casi ogni tanto nelle città più grandi, ma non così frequentemente da pensare che sia un vero e proprio stile di vita. Per quanto riguarda l’integrazione, fatti simili a quello di Colonia del 31 dicembre scorso in Italia non sono mai avvenuti, e non è stato nemmeno l’unico (precedentemente era successo a Stoccarda e Amburgo).

Infine, dal punto di vista delle decisioni: “la Germania sa sempre che cosa fare, non come l’Italia”. Infatti Frau Merkel ha saputo perfettamente come comportarsi con i rifugiati, dicendo all’inizio “Wir schaffen das” (Ce la facciamo) facendo i selfie con loro a Monaco, poi ricredendosi con l’avvenimento di Colonia, dal quale poi c’è stata una rottura frammentaria nei partiti politici tedeschi riguardo la soluzione da prendere. Ha sempre saputo cosa fare quando, ancora prima che la Merkel si svegliasse dal letargo, l’Italia chiedeva sostegno e aiuto per tutti gli immigrati che arrivavano mezzi morti sulle coste italiane.

Bisogna smettere di mettere sul piedistallo la Germania e onorarla come fosse un Dio sceso in terra screditando spietatamente l’Italia: sono entrambi due Paesi con i loro punti di forza e debolezza, sotto certi aspetti uno è migliore/peggiore dell’altro, ma non ce n’è uno completamente perfetto e un altro totalmente sbagliato. Questo supereroismo attribuito al Paese della Merkel è falso e superficiale, e i tedeschi devono pensarci bene prima di dire: “Italiano? Ah, Mafia!“, perchè con lo scandalo Siemens (olimpiadi Atene 2004), l’evasione fiscale della Deutsche Post e le multe della Deutsche Bank, il caso del pilota della Germanwings schiantato sulle Alpi francesi, gli scandali Krauss-Maffei Wegmann e Volkswagen e altri fatti ancora hanno poco da fare gli spiritosi.

Melissa Toti Buratti