ITALIA AL COLLASSO. SI TEME IL PRELIEVO FORZOSO

Che lo si dica senza paura che l’Italia sta fallendo. Lo dice ultimamente l’Istat, che registra una recessione nello sviluppo economico del 0.2%, e lo dicono gli Italiani che non arrivano a fine mese e che possono solo vedere in fotografia il mare, anche se c’è chi afferma che il calo del flusso vacanziero sia causato dal maltempo che attanaglia il nostro Paese quest’estate .

S’è data molta speranza all’operato del neo-Premier italiano Matteo Renzi: lo dimostrano i commenti dell’opinione pubblica e la straordinaria vittoria del 40.8% conseguita dal suo Partito Democratico nelle scorse elezioni europee del 25 maggio. Eppure questi sembra più concentrato sulla Riforma del Senato (non più elettivo) e sulla Riforma della legge elettorale, dimenticando di escogitare manovre economiche che possano concretamente salvare il Paese dalla bancarotta. Ci sono i suoi famosi 80 euro, che dovevano essere per sempre, a detta del Presidente del Consiglio, e che ora il nostro Matteo non riesce a garantire per settembre/ottobre, da ritenersi comunque inutili visti gli aumenti delle tasse.

Il Premier Renzi è investito di tale incarico da soli sei mesi, e non si pretendeva certo da lui che sconfiggesse definitivamente questa terribile crisi – sarebbe stato umanamente impossibile -, ma che almeno la fronteggiasse, la combattesse, che non la incrementasse. In soli sei mesi il debito pubblico italiano, il più alto al mondo coi suoi vistosi 2000 miliardi di euro, è aumentato di oltre 70 miliardi. I preoccupanti dati economici dello Stato italiano sotto la tutela di Matteo Renzi non sembrano smuovere le file dei media nostrani, ma di quelli esteri sì: più volte l’ex-sindaco di Firenze è stato attaccato dai giornali stranieri, ed  il Financial Times ha varie volte evidenziato l’inefficienza del terzo Presidente del Consiglio di fila non votato di salvare il Paese.

Ma Renzi non molla, ha ancora speranza. Lo si vede sempre in televisione a monologare e incita i suoi elettori a stringere i denti, che c’è sempre la luce in fondo al tunnel oscuro, un tunnel che però appare un traforo.

E mentre l’Italia affonda, come reagisce l’Europa?

Mario Draghi, Presidente della BCE, dichiara che “gli Stati UE devono rinunciare alla propria sovranità per le riforme strutturali“, e L’Unione Europea arriva a dire che per combattere la crisi saranno necessarie “misure non convenzionali“, tranquillamente identificabili con il termine di misure drastiche.

Misure non convenzionali“? Cioè? Forse le classi politiche statali ed europee taglieranno gli sprechi della burocrazia, oppure diminuiranno i loro sproporzionati salari, oppure ancora rinunceranno a quei molteplici privilegi? Sarebbe un paradiso troppo distante da noi.

Saranno i soliti a dover fare sacrifici, e questa volta non verranno neanche chiesti formalmente, ma saranno pretesi. L’opposizione teme che il Governo Italiano, essendo sull’orlo del default, possa attaccare i risparmi dei cittadini attraverso un prelievo forzoso dai conti correnti.

A che punto siamo arrivati?

 

di Giuseppe Comper

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