Meloni ha “sdoganato” la Svolta di Fiuggi

Sembrano passati i tempi in cui la Destra italiana cercava di convergere verso il centro democratico. Giorgia Meloni, infatti, ha in questa campagna elettorale definitivamente “sdoganato” la “Svolta di Fiuggi”, ovvero quella svolta operata dal Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale per abbandonare i riferimenti ideologici al fascismo al fine di qualificarsi come forza politica legittimata a governare. Questa trasformazione, operata dal segretario del partito Gianfranco Fini, portò all’inizio del 1995 allo scioglimento del vecchio partito e alla nascita di Alleanza Nazionale, simbolo e sigla già resi pubblici verso la fine del 1993 ed utilizzati come contrassegno elettorale per la prima volta nelle elezioni politiche del 1994.

Lo “sdoganamento” da Alleanza Nazionale è avvenuto a partire dal Congresso di Trieste e dalla decisione di eliminare qualsiasi riferimento al passato, ma non solo. I toni della campagna elettorale hanno portato Giorgia Meloni da semplice spalla di Salvini ad effettiva alternativa nel votare a Destra. La sua campagna elettorale non si è basata solamente sul riutilizzo dei cavalli di battaglia della Lega, ma su una visione di Destra dedita a garantire l’ordine e la sicurezza per gli italiani.

Sono state nette le sue parole di condanna nei confronti dei centri sociali ed è stata netta la sua presa di posizioni a favore di cavalli di battaglia cari alla Destra in Italia. La visita di Giorgia Meloni a Budapest e il suo incontro con il premier nazionalconservatore Viktor Orban, in costante conflitto con Bruxelles, ne è ulteriore prova.

Alcuni la hanno definita una banale foto, ma quell’immagine, che ritrae Giorgia Meloni assieme a Viktor Orban, lancia un messaggio importante al Popolo italiano. Basta usare le classiche storielle sul fascismo, la Destra ora vive nel XXI secolo e un’Europa diversa vi può essere con il Gruppo di Visegrád, noto anche come Visegrád 4 o V4, ovvero un’alleanza di quattro paesi dell’Europa centrale.

L’Italia, votando la Meloni, si può avvicinare a questo gruppo di Stati europei, gli unici attualmente capaci di porre una seria alternativa alla tecnocrazia imposta da Bruxelles e dall’asse Franco Tedesco.