Il referendum catalano e i venti di guerra civile

Il 1 ottobre si terrà il referendum per l’indipendenza della Catalogna dalla monarchia spagnola, tale consultazione boicottata da Madrid  ed incostituzionale secondo il Tribunal Constitucional potrebbe riportare il paese iberico, ad ottantuno anni di distanza,  ad una nuova sanguinosa guerra civile nel caso il Governo centrale decidesse di applicare il primo comma dell’articolo 8, il quale prevede: ”Le Forze Armate, costituite dall’Esercito, dalla Marina e dall’Aeronautica, hanno come missione di garantire la sovranità e l’indipendenza della Spagna, difenderne l’integrità territoriale e l’ordinamento costituzionale”.

Il Presidente del Governo Mariano Rajoy ed il Ministro della Difesa Maria Dolores de Cospedal, nei mesi scorsi, avevano minacciato l’invio dell’Ejército de Tierra nella Comunità Autonoma per ristabilire l’ordine. Queste parole arriveranno, però, ai fatti? Si vedrà applicato l’art. 8 della Costituzione dando via libera ad un’invasione militare della Regione? La risposta è si. Le Forze Armate e la Guardia Civil si sono dette pronte ad adempiere ai loro doveri costituzionali per la salvaguardia ed integrità della nazione spagnola.

La Catalogna, nel caso dovessi vincere il Si al referendum, non sarebbe più una Comunità Autonoma spagnola dotata di ampie autonomie, ma una nazione nuova che dovrebbe affrontare il processo di integrazione europea e questo potrebbe avere pesanti implicazioni su turismo e commercio. Nel breve periodo, invece, subire un invasione militare da parte di Madrid che comporterebbe una spirale di violenza e terrorismo come nei decenni precedenti era accaduto nei Paesi Baschi.  Una situazione che andrebbe a peggiorare le condizioni generali della Spagna già alle prese con la difficile ripresa economica, il terrorismo internazionale, che l’ha duramente colpita, ed alle prese con un difficile passato che ancora divide su molti aspetti.

La storia potrebbe tornare violentemente ad insanguinare il paese iberico e le colonne militari riattraversare l’Ebro per andare, come nel dicembre 1938 gennaio 1939, a conquistare le principali città catalane. Solo la saggezza ed il dialogo tra le parti, oltre ad una mediazione di Bruxelles, potrebbero salvare il paese di Cervantes da un nuovo oblio ed in cui il ricordo della Guerra Civile, con le sue centinaia di migliaia di vite umane spezzate, è ancora fresco ed indelebile.

Stefano Peverati

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*