IL TAGLIO DEI TASSI? NON SUFFICIENTE AI FINI DI UNA VERA RIPRESA EUROPEA

Ulteriore taglio della Bce ai tassi di interesse i quali dallo 0,15% scendono allo 0,05% mentre i tassi sui depositi da -0,1% passano a -0,2%. L’ Euro , intanto, continua la sua discesa gravitando su 1,30 dollari. Immediata , quindi, è stata la reazione dei mercati i quali hanno gioito a questa ulteriore misura espansiva con molti acquisti  anche se si sarebbero aspettati il QE(quantitative easing),visto il non positivo andamento dell’ economia.

La stessa Bce implicitamente ammette l’ insuccesso della politica economica europea abbassando le stime del Pil europeo ad un misero +0,9% nel 2014 per poi prender lo slancio a +1,5% nel 2015 e +1,9% nel 2016.

Eppure, nonostante l’ entusiasta risposta dei mercati, quasi nullo potrebbe essere l’ effetto di tale atto: sia perché la Bce ha atteso troppo tempo per varare misure di tipo espansivo dal punto di vista della politica monetaria non avendo dovuto agire solo al settimo anno di crisi sia perché l’ abbassamento dei tassi non influirà in maniera tale sull’ economia da avere un effetto veramente efficace ed in grado di rovesciar la situazione.

Non si sta di certo affermando che solo alla Bce sia dato il compito di stimolare la ripresa ma è palese che , rispetto alla Fed, essa ha solo pallidamente compiuto il suo ruolo di banca centrale non avendo mai messo in atto misure d’ impatto dal punto di vista economico accontentandosi di tardivi annunci e di qualche manovra da un valore più psicologico che reale.

Lo stesso Alemanno tuona rimproverando alla Bce un ruolo subdolo e non efficace dal punto di vista economico per i paesi periferici dell’ UE ”Oggi solo la Germania ha una struttura produttiva e un rapporto banche-imprese che può recepire positivamente questo cambiamento. Per quanto riguarda l’ Italia e altri Paesi periferici dell’ Europa si tratta di uno strumento ormai logorato che non darà quella scossa che l’ economia europea si attende”

L’ economia può riprendersi solo a patto che ognuno faccia il suo ruolo: più che ruggire mostrando i muscoli, la Bce sembra abbia solamente miagolato contro il mostro della crisi mentre essa stessa ha invece inveito contro i governi che non seguivano la rigida politica di austerity dalla Merkel imposta scordandosi della sua inerzia e aggravando il peso della crisi sui conti dei paesi del sud Europa che , fin dall’ inizio, avrebbero preferito misure maggiormente incisive.

Guai , però , a criticare l’ intoccabile Bce: quando si tratta,invece, di spodestare i governi nazionali dal loro ruolo sovrano, sembra che tutti siano pronti a polemizzare contro i medesimi pur di sottomettersi alle direttive centrali.

Vedremo se Draghi , questa volta, ha compiuto il suo ruolo ma saranno gli stessi dati economici di fine 2014 e inizio 2015 a dar ragione o torto all’ Eurotower e al suo staff , sperando che questa volta abbiano compiuto l’ azione opportuna , sebbene gli economisti rimangano fortemente scettici viste le riflessioni di cui sopra.

Clemente Maurizio

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