Terrorismo: il Consiglio provinciale a Trento inizia a parlare di guerra

Nella giornata di ieri non poteva che essere la violenza del terrorismo il primo pensiero capeggiante, il Consigliere Rodolfo Borga (Civica Trentina) ha condannato il barbaro atto di terrorismo accaduto in Francia, dove due terroristi hanno sgozzato un sacerdote durante la messa. Borga ha detto che non si possono più derubricare gli episodi di questo tipo, che stanno insanguinando l’Europa, come semplici follie. Stiamo, invece, vivendo, ha affermato, un momento di particolare gravità che interessa anche il Trentino.

Di un parere simile il Consigliere Maurizio Fugatti (Lega Nord): “E’ chiaro che quando vengono colpiti luoghi sacri, “con metodi tipicamente islamici”, si deve ripensare il modello di accoglienza che viene portato avanti da anni anche in Trentino. Siamo davanti al fallimento del modello di accoglienza, ha aggiunto, non solo dei profughi. Modello che ha lasciato prosperare moschee e cultura islamica.” “Stiamo importando – sostiene Fugatti – persone in gran pare islamici e poi, come testimonia la realtà, vediamo cosa accade. Perché non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici”.

In Consiglio Provinciale però una parte di componenti non è d’accordo con la discussione in aula di questioni quali quelle terroristiche, imprevedibilmente, in realtà, data la cruciale importanza del problema: in primis Lucia Maestri (PD) che si è da subito schierata contro una messa alla berlina dell’Europa strumentalizzata (dalla destra trentina?) sull’onda del terrorismo, ed è strano che proprio lei – recatasi al Brennero nei mesi scorsi per discutere di frontiere – sia ora così restìa nel parlare di terrorismo e di flussi migratori; ma non solo la sinistra – anche il PATT – proprio il Presidente Ugo Rossi infatti, seppur abbia premesso che sacre sono tutte le vite umane e che il massimo responsabile di questa sacralità, il Papa, è intervenuto per esprimere un invito alla preghiera e non a strumentalizzare situazioni come queste. Dunque in Consiglio Provinciale di Papa Francesco si può parlare (senza nulla togliere al papa) ma non si può parlare di terrorismo: portare la religione nelle aule laiche della politica non è un dramma e non è strumentalizzare i fatti accaduti?

Niente di rasserenante, dunque, visto che Bruno Dorigatti è intervenuto – invece – con parole di tutt’altro tenore, niente polemica, niente strumentalizzazione, ma ha chiarito bene (usando parole diverse ma concettualmente esprimendo quello che uno dei più autorevoli giornalisti italiani, Enrico Mentana, sostiene da tempo) che l’attentato di Rouen è particolarmente odioso, perché è una profanazione, e anche il Consiglio deve impegnarsi di fronte a tutta la violenza che sta esplodendo in tutto il mondo in questi giorni: “Ci si trova di fronte a una svolta epocale, ha detto, in cui si sta combattendo una guerra di tipo diverso. Noi – ha concluso – dovremmo aprire spazi di libertà, esprimendo solidarietà al popolo francese e a tutti quelli che sono stati colpiti da episodi di violenza.”

In merito ai fatti di ieri è intervenuto, dalle pagine di facebook, anche l’Imam del Trentino Aboulkheir Breigheche, con una secca e dura condanna, pubblicando questo post: “Non ci sono parole per descrivere l’orribile e gravissimo gesto di criminalità inqualificabile fatto in mano di persone che non credono in nessuna religione loro e i loro mandanti.
Il Profeta dell’islam Muhammad disse: “Chi offende un credente cristiano o ebreo e come se mi avesse offeso e sarò il suo avversario il giorno del giudizio”” (MC).