ELEZIONI EUROPEE: COSA DICONO DI NOI I QUOTIDIANI STRANIERI

Nel lungo viaggio della notte elettorale per le Elezioni Europee 2014 vale la pena soffermarsi anche sulla visione dell’Europa e dell’Italia che ne danno i quotidiani stranieri.

L’entusiasmo forte del quotidiano tedesco BILD rappresenta lo spirito euroscettico che ha contraddistinto in buona parte la campagna elettorale appena conclusasi, con una particolare evidenza ai risultati, che mettono in discussione il Parlamento Europeo nella sua componente numerica, ovvero obbligando in qualche modo a un cambiamento, grande entusiasmo elettorale dunque per i risultati fino ad ora scrutinati.

Voce fuori dal coro lo spagnolo El Pais, critico verso la stabilità di governo europeo, poiché i primi due partiti a maggioranza relativa si troveranno a dover scendere a patti con delle forze nazionaliste e radicali molto esplicitate in queste elezioni, rispetto alla tornata elettorale scorsa.

The Economist quotidiano economico inglese, coglie la palla al balzo per fare una forte critica all’Unione Europea, definendola la Infelice unione europea, nonché l’Unione euroscettica, a cui dedica un editoriale profondamente in contrasto con la politica fino ad oggi esercitata.

Forte perplessità in Francia verso l’Italia per la vittoria di Matteo Renzi e per la campagna elettorale condotta da Beppe Grillo, Le Monde semplifica definendo Renzi il proselita in redenzione di Enrico Letta, poco edificante dunque la posizione italiana, anomala rispetto al resto d’Europa, secondo i francesi. Le Figaro sempre in Francia, si proietta sul PPE ponendo una grossa attenzione sulla rivendicazione della nuova forza di destra che sembra essere avanzata, pensandola molto in proiezione sul grande cambiamento futuro di indirizzo politico.

Se il Parlamento Europeo pensa invece di avere “un nome” oltreoceano si sbaglia, poiché per il New York Times e per il Washington Post, concentrati principalmente sulla situazione Ucraina, le elezioni attuali diventano un modo per parlare di Putin e dei paesi anglofoni, insomma, nonostante la moneta unica e nonostante l’Unione Europea, è evidente che in USA l’Europa resta solo una ruota di scorta per pensare ad altre situazioni. Lo stesso possiamo dire per USA Today, ma come mai l’Europa non interessa oltreoceano?

 

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