Conte: "L'Italia rafforzerà il trust-fund UE per l'Africa"

Al secondo giorno di Consiglio europeo, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha già portato sul tavolo i problemi relativi a immigrazione e flussi migratori, segnalando come prioritaria la gestione di questa crisi.

Rafforzeremo il Trust-Fund UE per l’Africa, dal momento che le rotte meridionali del Mediterraneo sono molto importanti, in particolar modo dopo le dichiarazioni del Presidente della Turchia Erdogan, riguardo le quali abbiamo concentrato tutti la nostra attenzione” ha dichiarato in conferenza stampa il Premier italiano, prima di ricordare che saranno valutate tutte le possibili iniziative in quanto si devono tenere in considerazione tutte le possibili rotte migratorie.

Il Trust-Fund di cui ha parlato Conte è un fondo fiduciario europeo istituito nel 2015 a Malta durante un vertice euro-africano. Il fondo serve per finanziare rapidamente iniziative tese ad arginare le migrazioni affrontandone le cause: difatti i destinatari di questo fondo sono i 23 Stati africani dai quali principalmente ha origine il flusso migratorio.

A partecipare in maniera più cospicua a questo fondo è il Fondo Europeo di Sviluppo, affiancato da altri strumenti finanziari comunitari per l’aiuto allo sviluppo, che però non sono posti sotto il controllo del Parlamento europeo a differenza del Fondo. Dei 4,09 miliardi di euro detenuti dal Trust Fund, 3,7 provengono dal Fondo Europeo di Sviluppo e solo 441 milioni sono fondi messi dagli stati.

L’Italia è, tra gli stati membri dell’UE, il secondo maggior donatore dopo la Germania, con 108 milioni di euro versati al Trust Fund a fronte dei 112 promessi. I progetti finora approvati hanno ottenuto finanziamenti per più di 3 miliardi di euro, destinati ad agenzie pubbliche di cooperazione, organizzazioni internazionali – come l’Oim, Organizzazione Mondiale per le Migrazioni – aziende private e Ong.

Rimane il dubbio se tale “rafforzamento” previsto da Conte possa essere compreso nella Manovra economica oppure se si trattava di un avvertimento nei confronti degli altri Paesi europei – in primis la Francia – al momento meno partecipi a tale fondo fiduciario rispetto a Italia e Germania.