Domenica 26 novembre la festa di Santa Caterina a Rovereto

Il centro storico di Rovereto e in particolare il borgo di Santa Caterina, aspettano tutti i roveretani e non, per una grande festa che annuncia la stagione invernale e dà l’avvio al conto alla rovescia del calendario di Natale.

 

Come da tradizione, infatti, l’ultima domenica di novembre torna la Fiera di Santa Caterina a Rovereto tra negozi aperti, bancarelle, esposizioni, animazioni per bambini.

 

Oggi la conferenza stampa di presentazione della manifestazione si è tenuta all’Hotel Rovereto con al tavolo anche i rappresentanti di tante associazioni di volontariato che ogni anno contribuiscono a rendere speciale questa Festa.

 

Tanti gli appuntamenti in programma per DOMENICA 26 NOVEMBRE: oltre alle bancarelle non mancherà lo spettacolo dei burattini di Luciano Gottardi, i gonfiabili, le esposizioni d’auto anche d’epoca e, per tutti, le castagne arrostite dal Comitato Marroni di Castione. Per le vie del centro girerà il gruppo folcloristico “Die Original Fleimstaler” con fisarmoniche e bombardino e ancora tante iniziative e giochi.

La Fiera di Santa Caterina comincerà già martedì con un brindisi inaugurale al Largo delle Foibe, i musei apriranno le loro porte a tariffe agevolate e ridotte. Tra le novità: l’inaugurazione di uno Spazio Bimbo riscaldato, organizzato dall’unità territoriale della Croce Rossa di Rovereto, che rimarrà attivo per tutta la durata delle festività natalizie e permetterà alle mamme di allattare e cambiare i bimbi in tutta tranquillità. Tra le bancarelle espositive ci sarà anche quella del Lions Club per la raccolta fondi a sostegno della casa di riposo di Rovereto e il banchetto dell’Associazione Vocis con i cani del soccorso cinofilo.

 

“Con soddisfazione possiamo dire la Fiera riesce a essere ogni anno sempre più coinvolgente perché ogni edizione ha saputo caratterizzarsi grazie all’impegno degli organizzatori che con volontà portano avanti la valorizzazione del territorio e del commercio – ha commentato Paolo Preschern, presidente della sezione di Rovereto Confesercenti – . E’ proprio grazie a Confesercenti del Trentino che questa manifestazione continua nel tempo e negli anni, dopo che per molto tempo era stata dimenticata. Un appuntamento irrinunciabile per i roveretani, per gli ospiti della città e anche per i negozi che danno vita a una vera festa del commercio”.

 

Con la Fiera di Santa Caterina la città “abbraccia” il suo Borgo in una festa che trasmette la genuina semplicità della costumanza popolare per recuperare il ricordo storico della Rovereto di un tempo.

 

Giulio Prosser, presidente Apt Rovereto Vallagarina, ha anticipato come le festività di quest’anno saranno “particolarmente importanti. Abbiamo messo in rete i Natali della Vallagarina per offrire ai turisti ancora più stimoli per rimanere sul nostro territorio. Gli alberghi hanno già prenotazioni per il 90% dei posti letto. La Fiera di Santa Caterina farà da lancio a quello che speriamo sarà un Natale d’oro”.

 

L’assessore al commercio del Comune di Rovereto, Ivo Chiesa si è soffermato sull’importanza di una manifestazione che stimola ogni anno la celebrazione di valori e tradizioni. “E’ un appuntamento per tutta la comunità – ha detto Chiesa – che diventerà occasione anche per festeggiare la riapertura di via Dante dopo i lavori di riqualificazione”.

 

“Quella di Santa Caterina è una delle Fiere più antiche del Trentino – ha detto Grazia Piffer, coordinatrice della sezione di Rovereto di Confesercenti del Trentino – tanto che la sua storia si perde nella memoria dei roveretani. Impossibile risalire alla sua data d’inizio. Prima della guerra era una giornata nella quale artigiani e contadini scendevano dalle valli per vendere le loro merci, poi il conflitto ne fece perdere le tracce. Confesercenti ha dato nuova linfa vitale a questa manifestazione”.

 

Augurando una buona Festa agli operatori e alle migliaia di ospiti che visiteranno i tanti appuntamenti in programma, Confesercenti ha ringraziato chi ogni anno crede e sostiene questa manifestazione. “L’auspicio –  ha concluso Preschern – è che ci sia sempre la lungimiranza di cogliere l’opportunità di arricchimento, non solo culturale, che offrono queste feste popolari e di quartiere. Sono le tradizioni, è lo spirito autentico di queste manifestazioni, che rendono più vivo, vero e attrattivo il nostro territorio”.