Le pubblicazioni del Museo storico presentate a “Medita”

Nell’ambito della mostra dell’editoria trentina, sabato 23 settembre doppio appuntamento con i volumi della Fondazione Museo storico del Trentino: alle 15 sarà presentato il lavoro di Lorenzo Gardumi “Concreta proletaria solidale: la sinistra trentina e la questione autonomistica nelle fonti giornalistiche”; alle 19, invece, si parlerà del recentissimo libro di Mario Cerato “La stabilità dell’equilibrio: l’ingegnere Giuseppe Maria Ducati e il tema della difesa del suolo in area trentina nel corso dell’Ottocento”. L’appuntamento è nel tendone allestito in piazza Fiera a Trento.

Negli anni dell’immediato secondo dopoguerra la stampa costituiva il principale strumento per rendere pubblicamente conto dell’elaborazione delle posizioni e dell’intreccio tra diverse questioni: da quelle internazionali a quelle più legate alle specificità locali e regionali. Fra i tanti argomenti dibattuti vi furono anche le ragioni dell’autogoverno e di come l’Autonomia e le sue istituzioni costituissero strumento fondamentale per la creazione di un ponte tra comunità di lingue diverse e l’applicazione reale del principio della convivenza. Lo storico Lorenzo Gardumi, nel volume “Concreta proletaria solidale”, ha raccolto tutti gli articoli sulla questione dell’autonomia apparsi in Trentino nel periodo 1945-1948 all’interno di alcuni organi di stampa riconducibili ai partiti dell’area della sinistra. E di questo lavoro ne parlerà sabato 23 settembre alle 15 assieme a Vincenzo Calì e Roberto Colletti.

Alle 19, invece, Mario Cerato dialogherà con Luigi Blanco sulla sua recentissima opera “La stabilità dell’equilibrio”, dedicato all’evoluzione tecnica-organizzativa nelle attività di bonifica e difesa idraulica in Trentino. Particolare spazio nel volume è dato alla figura dell’ingegner Giuseppe Maria Ducati (1776-1858), che ricoprì l’importante carica di ingegnere presso il Capitanato circolare di Trento. Ducati ha saputo interpretare i mutamenti socio-economici e socio-politci in atto nel territorio di sua competenza e soprattutto cogliere le potenzialità delle progressive innovazioni tecniche. Nel corso della sua intensa vita professionale ha tenacemente sostenuto la necessità di introdurre alcuni principi che saranno i cardini sui quali s’affermerà poi la ‘rivoluzione’ tecnica registrata a fine secolo.

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