Anche il Trentino protagonista del Vinitaly 2017

Anche quest’anno la città di Verona ha ospitato il Vinitaly, la grande fiera del vino italiano ed internazionale in cui le varie aziende presentano i propri prodotti ai possibili buyers, oltre che al grande pubblico.

A questo immancabile appuntamento tipicamente italiano non poteva mancare il Trentino, che nel suo ampio padiglione ha dato voce alle tante imprese che caratterizzano il mercato vinicolo della regione. Tra gli stand si respira un’atmosfera di casa, rafforzata dall’accuratezza con cui i rappresentanti delle numerose cantine raccontano se stesse e i propri prodotti. Ad ogni diversa degustazione segue una spiegazione esaustiva sul metodo di produzione e sulla storia dei vini esposti, accompagnati talvolta da stuzzichini e assaggi per “rifarsi la bocca” e continuare l’inebriante tour.

Il padiglione trentino è dominato dall’incontrastato marchio Trento DOC, di cui la regione va estremamente fiera: si tratta della denominazione di origine controllata prodotta solamente in territorio trentino ad altitudini comprese tra i 200 e gli 800 metri. La lavorazione è riservata esclusivamente al metodo classico, comprendendone l’uso delle sole uve Chardonnay e Pinot Bianco, Nero e Meunier, specializzandosi dunque nella produzione di spumanti bianchi e rosati. Trento DOC è inoltre la seconda denominazione al mondo dopo lo Champagne.

Tra le aziende che più di tutte sono riuscite a farsi un nome sotto il marchio di Trento DOC spicca sicuramente Ferrari, fiore all’occhiello del mercato vinicolo trentino, famosa in tutta Italia come nel resto del mondo. La fila per entrare nel suo stand è lunga e selettiva, ma accolti al suo interno si viene invitati a sedersi e a gustare i vini della casa accompagnati da leggeri e gustosi antipasti, dopodiché i suoi rappresentanti si prestano a qualunque tipo di spiegazione. La produzione di Ferrari si incentra principalmente sui vini secchi, ma anche quelli dal gusto più dolce hanno conquistato i consumatori: è soprattutto all’estero che Ferrari è riuscita a imporsi coi suoi prodotti più dolci, in particolare nella vicina Germania.

Un altro nome celebre in Trentino è Moser: famoso prima di tutto per la produzione di biciclette, Moser inizia la sua storia imprenditoriale proprio dalla vigna in cui il capostipite Ignazio Moser lavorava già prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Come per Ferrari, anche la produzione di Moser è disciplinata dal marchio Trento DOC e dal suo metodo di lavorazione classico, concentrando la propria attività in vigneti di uva Chardonnay e Pinot Nero che raggiungono una quota di 650 metri. Il banchetto aperto di Moser permette a tutti i visitatori interessati di partecipare alla degustazione dei suoi vini, entrando nella storia e nella tradizione che hanno segnato la sua produzione.

Una voce fuori dal coro è invece quella di Dorigati, cantina che privilegia la produzione di vini rossi e dal gusto intenso, distinguendosi dal mercato prevalentemente spumoso e chiaro del Trentino a denominazione Trento DOC. Il vino di punta di Dorigati è il Teroldego, prodotto tipico della Piana Rotaliana in cui, infatti, Dorigati affonda le sue radici e le sue vigne. Il 70% della sua produzione è di vini rossi, e l’azienda va molto orgogliosa della sua storia e della sua peculiare attività vinicola. I suoi rappresentanti si prestano a tutte le curiosità dei consumatori più curiosi, spiegando nel dettaglio cosa li contraddistingue nel mercato enologico trentino.

Un nome prestigioso, dunque, quello del Trentino a questo Vinitaly 2017, che ha lasciato la sua impronta all’insegna di una qualità enologica invidiabile e di una forte tradizione vinicola riconosciuta in tutta la penisola.

di Giuseppe Comper