La tradizione si unisce alla novità: nasce il vino vegan

Lo stile di vita vegano è in costante aumento nel nostro Paese e nel resto del Mondo: per questo anche i prodotti tipici, come il vino, scelgono di adattarsi ai nuovi lifestyles, così da soddisfare i gusti di ogni tipo di pubblico. Infatti, ci sono molte differenze fra il vino tradizionale e quello vegan.

Il vino vegan non contiene alcun derivato animale al suo interno, come l’albumina, la caseina oppure l’ovoalbumina, normalmente contenuti nei vini tradizionali. I vini vegani sono inoltre realizzati senza usare prodotti ottenuti dalla sperimentazione animale. Infatti, purché si possa considerare un vino vegan, anche le bottiglie, le etichette, il tappo e le casse portabottiglie non devono avere subito processi concernenti l’utilizzo di prodotti di origine animale.

 

Recentemente, in occasione di Vinitaly 2016, la pluripremiata azienda vinicola siciliana Firriato ha presentato il suo primo vino vegan, aggiudicandosi l’attestato di certificazione secondo la specifica tecnica vegan da DNV GL, uno dei principali enti di certificazione mondiali, volto a garantire l’efficienza delle sue organizzazioni e dei suoi prodotti.

 

Anche la casa vinicola Salentina Feudi di Guagnano ha creato il primo negroamaro vegano, chiamato “Vegamaro”, il quale è stato presentato lo scorso marzo al ProWein di Düsseldorf. Il “Vegamaro” è il primo vino mondiale vegano ottenuto da uve negroamaro. Anche il suo packaging è stato concepito nell’ottica della sostenibilità, poiché è 100% riciclabile e realizzato con materiali di origine vegetale.

 

Il vino vegan è stato creato per soddisfare le esigenze di un pubblico sempre più attento a ciò che consuma. Si sa, un bicchiere di vino ogni tanto fa bene alla salute, e se questo è vegan ancora meglio.

Caterina Tiziani