Tradizioni e prelibatezze della notte di San Silvestro

Avete già comprato l’intimo rosso? Siete pronti al countdown? Preparatevi al commiato del 2016 perché il 2017 sta già bussando alla porta. La sera dell’ultimo dell’anno è da sempre ricca di speranze, buoni propositi e delle migliori intenzioni. Ma chi sono i protagonisti indiscussi? Ci sono alcuni elementi che ricorrono puntuali, in un Italia così diversa eppure così solidale.

Le lenticchie saranno uno degli elementi presenti nelle vostre tavole, che il termostato segni 0, 10 o venti gradi. Simbolo di ricchezza e abbondanza sono di buon auspicio per l’anno che si accinge ad iniziare.

Il melograno, ottimo per le coppie che vogliono augurarsi un amore e una fedeltà reciproche.

Il cotechino e lo zampone, anch’essi simboli di abbondanza e ricchezza.

In tempi recenti anche l’uva è stata adottata dalla tradizione spagnola, pare infatti che mangiare dodici acini dopo la mezzanotte assicuri un anno sereno e fortunato.

Gli abitanti del nord, del sud o del centro Italia si ritroveranno la mezzanotte del 31 a brindare in compagnia, che la bottiglia stappata sia di spumante o di champagne.

Sono tanti gli usi, sebbene non tutti di tipo culinario, come quello di gettare dalla finestra oggetti rotti per simboleggiare la chiusura con l’anno passato. In America addirittura hanno adibito zone apposite per il lancio di oggetti.

L’intimo dovrà essere rigorosamente rosso, da gettare l’ indomani, vi porterà fortuna e affetti.

Anche i fuochi d’artificio, sebbene causino sempre disagi nella cronaca del primo gennaio, sono una tradizione ben radicata che simboleggiano la felicità e il festeggiamento.

Non dimenticate poi, qualunque sia la vostra situazione sentimentale, di non farvi mancare un bacio sotto il vischio.

Questi sono elementi comuni e piccoli portafortuna che troverete in ogni luogo, ma cosa differenzia una regione dall’altra? Ovviamente il cenone di capodanno, incubo di alcuni e momento atteso per altri. In ogni città sono centinaia gli eventi organizzati che mettono a disposizione le pietanze più diverse.

Cominciano con gli antipasti: pecorino e olive sardi.

In Valle D’aosta troverete sicuramente il lardo, la fonduta e la zuppa di cavolo.

In Liguria i ravioli alla genovese, spiedini di pollo per la Lombardia e baccalà con contorno di patate per Veneto e Molise.

Immancabili gli “strongolpreti” trentini, gnocchi realizzati in casa.

In Friuli e in Emilia non mancheranno zampone, zuppa di verdure e cotechino (con lenticchie nella variante laziale).

Anatra al forno e timballo di manzo per la Toscana e le Marche.

La “pinoccata”, un dolce composto da zucchero e pinoli abbonderà nelle tavole umbre, ostie con ripieno di mandorle noci e miele per l‘Abruzzo.

Continuando con gli zuccheri (si assume peso al solo pensiero) , panzerotti ripieni di crema di ceci e castagne per la Basilicata, gli “struffoli” per la Campania e le “cartellate” pugliesi, dolci a forma di rosa ricoperti di miele.

In Piemonte il torrone d’alba, presente anche nella variante sicula a base di mandorla e cannella.

La Calabria invece offrirà ai suoi commensali i suoi famosi fichi al cioccolato.

Antipasti, primi, secondi e dolciumi vari abbonderanno nella case degli italiani, per non dimenticare pandoro e panettone, sempre più presenti anche in forma di regalo.

Passato il cenone e la nottata non crediate di riposare, scendete in strada con le tasche piene di soldi se siete superstiziosi magari vi porteranno ancora più ricchezza.

L’augurio è forse l’unico elemento a restare invariato di volta in volta: che l’anno entrante sia migliore del suo predecessore per tutti e che porti fortuna, gioia e felicità.

Serena Siino