Lavoratori della Mariani, Civettini (CT): “Quale futuro?”

Nelle scorse ore – secondo quanto riferito da diversi ascoltatori di emittenti radiofoniche locali – il Vicepresidente della Provincia nonché Assessore allo Sviluppo economico non ha perso occasione per presentare con una certa soddisfazione la notizia dell’avvenuto ricollocamento di ben diciotto persone, ex dipendenti della Whirlpool.
Ora, è chiaro come, di per sé, una simile notizia sia – senza alcun dubbio – una buona notizia, nel senso che esprime una salvaguardia concreta dell’occupazione e del diritto al lavoro de cittadini.
Tuttavia questo pur positivo traguardo non può far dimenticare come vi siano anche altre situazioni sulle quali è prioritario intervenire, come quella che vede purtroppo protagonisti lavoratori Mariani della valle di Ledro, impossibilitati a seguire la ditta a Rovereto quali per esempio le mamme con bimbi piccoli, o altro: costoro pare non abbiano, allo stato, diritto ad alcuna assistenza economica sociale, nel momento in cui si dovessero dimettere volontariamente per esigenze di famiglia o per l’impossibilità al trasferimento.
Cosa ancor più paradossale se si pensa che Tiarno dista solo 47 km da Rovereto invece dei 50 che darebbero diritto al licenziamento in giusta causa.
Di qui il dubbio su come la Provincia intenda tutelare concretamente questi lavoratori della Mariani, in particolare appunto coloro i quali risultano impossibilitati o quasi – per ragioni oggettive e documentabili – a lasciare la Valle di Ledro alla volta dello stabilimento di Rovereto; e, una volta appurata l’intenzione dell’Amministrazione provinciale in tal senso, ci sono da comprendere nel dettaglio nel modalità con cui intende portare avanti siffatto impegno, onde evitare che esso rimanga, come già accaduto, una mera promessa.
Tutto ciò, anche nella ragione del fatto, che in gran parte, i disagi maggiori saranno sopportati dalle donne in grande difficoltà, alla faccia di tutti i proclami ideologiche, spesi e annunciati.

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