Scontento generale per i nuovi estremi del contratto Progettone

Il contratto, firmato il 18 maggio scorso dopo un anno di trattativa, hanno spiegato i funzionari provinciali presenti, risponde all’esigenza di dare un risultato in termini di maggiore occupazione rispetto al mantenimento delle risorse. La Pat destina quest’anno a questo progetto 50 milioni di euro, una cifra che rimane quasi invariata -con un lieve aumento- rispetto ai precedenti anni. L’accordo, sottoscritto al tavolo trilaterale Sindacati-Cooperative-Provincia, è arrivato dopo un ragionamento in diverse direzioni ed in particolare -dopo che non era stata accolta dai Sindacati la prospettiva di una riduzione dell’orario di lavoro di 2,5 ore con conseguente riduzione del salario- si è intervenuti sull’indennità di presenza, la quattordicesima e l’indennità di trasporto, garantendo a compensazione un’indennità di produttività e creando il buono pasto.

Gli uffici provinciali hanno rivelato che dai conteggi risulta che rispetto al vecchio contratto si crea una minore contribuzione annua di circa € 480,00 e a fronte di questa € 230,00 di maggior potere di acquisto (dati dai buoni pasto).

I rappresentanti dei Sindacati di base hanno sostenuto che il nuovo contratto farebbe emergere una sconfessione rispetto agli obiettivi del Progettone che vorrebbe scortare i lavoratori anziani alla pensione. Abolire la quattordicesima, l’indennità di presenza e di trasporto introducendo il premio di risultato e i buoni pasto, che non sono elementi della retribuzione, farebbe emergere a loro avviso un profilo di illegittimità. “Mascherando l’indennità di presenza che è tassata, con un premio, che non è tassato, il danno lo subiscono i lavoratori, ma anche la Provincia, perché così si crea anche un minor gettito fiscale”. Lo stesso dicasi per il buono pasto. “Chiediamo che venga congelato il rinnovo del contratto e che si stabilisca lo status precedente riaprendo la trattativa con i lavoratori”, è stato detto in conclusione.

Stessa musica dal Coordinamento Lavoratori che hanno consegnato ai consiglieri una tabella di confronto tra lo stipendio attuale e quello precedente. A loro parere sarebbe molto preferibile l’ipotesi di riduzione dell’orario. “Il nuovo contratto è molto penalizzante, perdiamo circa € 100 al mese, per non parlare del montante contributivo” è stato osservato. “Con la riduzione oraria ci rimetteremmo meno. Adesso lavoriamo uguale, guadagnamo meno, chiediamo la carità con il buono pasto mentre la pensione precipita”.

Infine, critiche anche da USB Lavoro Privato, contrari all’accordo perché “una parte di salario certa diventa variabile e non concorre alla costruzione della pensione”. Chiediamo la possibilità di vedere i bilancio del Progettone, hanno chiesto, perché non si comprende come non si possano introdurre meccanismi per valorizzare il lavoro di questi lavoratori. Anche da parte loro è stata avanzata la richiesta di riaprire la discussione con i lavoratori e di virare, piuttosto, sull’ipotesi di una riduzione oraria.

Vista la rilevanza dell’argomento e i tempi stretti -a ridosso dell’appello della seduta pomeridiana del Consiglio-, i consiglieri hanno convenuto sull’opportunità di rivedersi e di risentire le parti anche in presenza dell’assessore competente Alessandro Olivi. (Monica Casata)