Depositato esposto alla Procura della Repubblica per le volgari dichiarazioni sul 4 novembre

Si comunica che in mattinata si è provveduto, come annunciato, a depositare presso la segreteria della Procura della Repubblica di Bolzano un esposto con il quale si segnalano all’autorità giudiziaria le dichiarazioni attribuite al portavoce bolzanino e già candidato sindaco di Bolzano Cristian Kollmann in occasione del 4 novembre scorso, giornata consacrata all’Unità d’Italia ed alle Forze Armate.

Questi alcuni dei passaggi delle dichiarazioni segnalate: “Come ogni anno – scrive Kollmann – assistiamo alla provocazione dell’Italia che serve solo a stimolare il sentimento nazionalista. Un appuntamento fisso dell’agenda politica. Come fanno i cani l’Italia segna così la sua zona.”

L’associazione (non è la prima volta che accade) fra rifiuti organici e Italia, ma questa volta anche le sue Forze armate, le Istituzioni ed i suoi cittadini, aveva suscitato una ondata di sdegno, va detto anche in ambienti di lingua tedesca abituati a rapportarsi nel dibattito politico con civiltà e moderazione.

L’escalation di violenza verbale parrebbe avere trovato il culmine proprio il 4 novembre scorso.

La segnalazione alla Procura seguirà il suo iter naturale, l’assegnazione ad un pubblico ministero e la verifica sulla sussistenza di eventuali reati.

Tantissimi cittadini ci avevano sollecitato questo passo formale e come ci si era impegnati a fare esso è stato compiuto.

A prescindere dalla commissione di reati rimane l’inusitata violenza verbale verso l’Italia e gli Italiani che manifesta la diffusione di un sentimento aggressivo e cieco che è sempre stato, anche nel passato, il peggior brodo di coltura di manifestazioni anche peggiori che vanno scongiurate.

Si pretenderebbe un atto di corale presa di distanza da queste provocazioni anche da parte del partito di governo di lingua tedesca di questa provincia invece della condivisione ormai sempre più frequente delle posizioni più oltranziste sostenute da Suedtiroler Freiheit in Consiglio provinciale.

Alessandro Urzì

L’Alto Adige nel cuore