Doppia preferenza di genere?

Il tema costantemente all’ordine del giorno credo vada valutato, non per motivi propagandistici o elettorali, ma mel merito.

Credo, anzi ne sono fermamente convinto che le donne hanno una marcia in più, che siano in grado di amministrare un territorio con pari capacità – se non migliori – di un uomo.
Ma la loro presenza in politica non deve essere imposta da una legge provinciale, ma deve nascere da una coscienza diffusa – specie nei movimenti e/o partiti – che c’è bisogno di una loro presenza nella gestione della res pubbica.
ATLAS favorirà convintamente tutte le donne che vorranno impegnarsi – all’interno del movimento – per il bene comune!!!
Ma la donna, in quanto tale – non può voler entrare in politica perché “le tocca”, ma lo vuole perché si sente di farlo e se lo merita.
Non si può risolvere il problema delle “quote rosa” imponendole. È la cultura quella che manca, è la discutibile onestà intellettuale di una CASTA che sì, possiamo definire assolutamente chiusa e maschilista.
Ma con una legge provinciale risolviamo il problema? No, niente affatto.
Così imponiamo – o tentiamo di imporre – anti-democraticamente e anti-meritocraticamente qualcosa che dovrebbe partire dal basso, che dovrebbe diventare una regola socialmente accettata.
Le donne in politica devono entrare – ne sono fermamente convinto – in maggior misura, su questo non vi è alcun dubbio, non possono che essere – infatti – fonte positiva.
Ma devono riuscirci tramite solide basi, grazie ai loro successi, ai loro pregi, ai meriti, alle qualità personali, al comune consenso. Caratteristiche che qualsiasi politico dovrebbe avere, uomo o donna che sia.
Invece di creare una società corretta ed equa verso tutti, indipendentemente dal genere, continuiamo a provare a curare i sintomi senza agire sulla causa del male: la pericolosa e cronica mancanza di cultura sociale.

Daniele Costantini – ATLAS Alleanza per un Trentino – Tirolo Liberale Autonomista e Sicuro