LETTERA AL DIRETTORE. ROSSI, BOTTAMEDI E LA SCUOLA

Signor Direttore,

accompagnato per ogni dove dall’ineffabile Consigliera Manuela Bottamedi – folgorata sulla via autonomistica (di maggioranza) dopo avere per pochi mesi occupato lo scranno (di minoranza) sulla quale l’avevano mandata gli elettori – il Presidente Ugo Rossi, con l’auto blu, sta attraversando le nostre valli per illustra al popolo la genialità della sua più grande intuizione: il Trentino trilingue. Risuona ancora il celebre “diamoci del tu” della sua campagna elettorale nell’autunno 2013. Beh, certamente al Presidente Rossi piace dare del tu ai suoi pubblici e privati interlocutori. L’attitudine, però, non è tanto quella del confronto, quanto quella del comando. Ora, per carità, la storia dell’uomo è piena di capi autoritari e lungimiranti. Abbiamo avuto una fase storica, nella seconda metà del Settecento, designata come l’epoca del “dispotismo illuminato”. Qui, però, siamo – ahimé – su un altro pianeta. Il Presidente Rossi sta da oltre un anno guidando il peggior governo che la storia della nostra Autonomia ricordi. L’operato (o il “non operato”) della Giunta provinciale e la schizofrenia di una maggioranza nella quale ciò che si fa meglio è litigare sono oggetto di giudizi severi, quando non taglienti, da parte della pressoché totale platea dei commentatori, degli intellettuali, dei giornalisti, degli opinion leader. La gente percepisce una distanza abissale tra la realtà e il palazzo. E Rossi, in questo disastro, cosa fa? Da Assessore all’Istruzione, ammette la sua assoluta ignoranza in pedagogia – ammissione fatta ad un incontro con i Dirigenti scolastici –, ma in buona sostanza afferma: “Le cose si fanno così, perché lo decido io”. E meno male che lo chiamano “confronto” e “ascolto”. Come, poi, si possa sostenere il trilinguismo non sapendo un’acca di pedagogia, è presto detto: con arroganza e superficialità. La stessa arroganza e la stessa superficialità che ben conoscono gli insegnanti che si permettono di evidenziare alcune criticità nel grande disegno del Presidente. Il quale, peraltro, non trascura di riservare analogo trattamento a chi dissente, o a chi problematizza, anche in ogni altro ambito della convivenza civile. Grazie, Presidente: dai giovani laureati che fuggono all’estero, dalle imprese che chiudono i battenti, dai pazienti che vanno a farsi curare altrove, dai turisti che… scelgono l’Alto Adige.

Cons. Claudio Cia

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