LETTERA AL DIRETTORE: UNA PACATA RICHIESTA DI COERENZA

Spettabile Redazione,

Il 27 ottobre 2013, in occasione delle elezioni per la Provincia Autonoma di Trento, il MoVimento 5 Stelle, per la prima volta in lizza per le Provinciali, ha ricevuto la fiducia di 13.889 cittadini, classificandosi sesta lista in assoluto, prima tra le liste indipendenti.

Tale risultato è stato il frutto di un lungo percorso iniziato a livello nazionale nel 2007 con il primo V-Day che ha portato il M5S alle scorse elezioni politiche ad essere la prima lista in assoluto per la Camera dei Deputati con 8.691.406 voti (dati Ministero dell’Interno). Tale successo è storico in quanto ha portato in Parlamento ben 162 cittadini incensurati, sconosciuti alla stampa ed al grande pubblico. Questi cittadini sono giunti al vertice delle istituzioni repubblicane in quanto portatori di un programma estremamente innovativo e perché selezionati attraverso un metodo prima sconosciuto (la libera votazione online degli iscritti al sito www.beppegrillo.it sulla base dei CV dei candidati che non dovevano avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale, essere iscritti ad alcun partito ed avere alcuna condanna in sede penale). Ma soprattutto i candidati si erano impegnati a rispettare, una volta eletti, un Codice di Comportamento senza precedenti in Italia: 5.000 euro lordi di indennità (le eccedenze restituite allo Stato), obbligo di rendicontazione pubblica delle spese mensili, rotazione periodica dei capogruppo, obbligo della massima attuazione del programma del M5S, etc.

I candidati M5S per le scorse elezioni provinciali in Trentino hanno sottoscritto un Codice di Comportamento
simile a quello nazionale che li ha qualificati come alternativi a quella classe politica che, nel corso degli ultimi decenni, ha svilito con la propria disonestà ed incoerenza le Istituzioni in cui si è insediata.

Lo scorso ottobre, i due eletti del M5S sono arrivati in Consiglio provinciale grazie alla fiducia che 13.889 trentini hanno riposto, più che nelle loro persone – come già detto e con tutto il dovuto rispetto, poco conosciute al grande pubblico – nei principi e nelle proposte assolutamente rivoluzionarie del M5S. Manuela Bottamedi, dopo essere divenuta Consigliera con il minor numero di preferenze tra i suoi colleghi (del tutto scontato per chi si candida con il M5S per le ragioni sopra esposte), ha volontariamente lasciato il MoVimento («il progetto 5 Stelle per me è fallito») dopo essersi allontanata dal programma che lei stessa aveva contribuito a comporre ed aver violato il Codice di Comportamento.

Per questo motivo, ribadisco la pacata richiesta di coerenza di Beppe Grillo del 4 agosto che le domanda di dimettersi dalla sua carica affinché il M5S sia rappresentato – come merita e come è dovuto ai 13.889
trentini che lo hanno votato – da due portavoce all’interno del Consiglio provinciale.

Paolo Tabarelli de Fatis – elettore M5S

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