Perchè Trump sarà un buon Presidente americano?

Oggi, nel passaggio verso l’Acquario, s’insedia alla Casa Bianca il fenomeno mediatico del 2016, il “populista” Donald Trump che tanto ha fatto godere tutti quelli che non ne possono più dei salotti del politicamente corretto.
Che presidente sarà Trump? O buono (e ci auguriamo di no perché per essere un buon presidente americano deve agire obbligatoriamente ai nostri danni) o pessimo, perché una mezza misura, date le premesse, non pare possibile.  Al netto delle soddisfazioni umorali, se Trump mantiene la linea che ha designato ultimamente, sarà, purtroppo, un buon presidente americano e quindi una catastrofe per mezzo mondo.
Se lo raffiguriamo come supereroe, Ron Parrucca non assomiglia a Superpippo ma a Superciuk, il personaggio di Alan Ford che, smesse le spoglie di Ezechiele Bluff, rubava ai poveri per dare ai ricchi.

Al netto del disprezzo verso le spregevoli vestali del politicamente corretto troviamo infatti un immaginario Ipercalvinista che si esprime nella visione della vita, della società e dei rapporti umani e si sublima nell’adorazione del Popolo Eletto, cui Trump vanta di aver messo al mondo una figlia (quindi da madre ebrea) e, da questa, anche un nipotino. Dalla parte dei più forti e dei più affini all’ideale calvinista, il nostro Superciuk ha assicurato che riconoscerà Gerusalemme come capitale israeliana, che perseguiterà i palestinesi, che considererà Hezbollah come un’organizzazione terroristica.
Per liberarsi dalle pastoie dell’economia globale, ha affermato che immetterà dazi a difesa degli interessi americani, contro i cinesi (anche se, forse per via del debito, su questo punto ha iniziato a tergiversare), e contro i tedeschi. Il che significa, per chi sa intendere, contro gli europei tout court.
Per “combattere il terrorismo” ha proposto una Santa Alleanza con Russia e Gran Bretagna che avvii una governance mondialista e una superpolizia planetaria.

Dalla produzione al lavoro, dai mercati alla politica, la morsa sembra stringersi su tutti i popoli europei e, se tanto mi dà tanto, il Supereroe, insieme al Supergenero che ha eletto domicilio al 666 di fifth avenue, annuncia vacche magre e piaghe apocalittiche dalle nostre parti.
Queste le premesse, poi ci sono i fatti, e anche gli attori. Perché lo stesso presidente americano non ha tutti quei poteri che gli si attribuiscono e deve fare i conti con realtà complesse e intrecciate e con poteri reali ed effettivi. Il che significa che il tempo di Ezechiele Bluff è passato, ora bisogna vedere se Superciuk manterrà quello che ha minacciato o se verrà a più miti consigli.

Spesso avviene che a fare una cosa sono proprio coloro che dicevano il contrario. Regolarmente, poi, i rapporti reali sono molto diversi dalle affermazioni ufficiali, come hanno insegnato il mezzo secolo di Yalta o per esempio le relazioni israelo-iraniane. Negli ultimi anni, mentre s’insultavano pubblicamente, Russia e Usa hanno riesumato il modello di Yalta. Oggi che tutti ne evocano l’ufficializzazione, a cominciare dai rispettivi presidenti, magari avverrà qualcosa di molto diverso.
Se non altro è lecito sperarlo; almeno non costa niente.

Gabriele Adinolfi