Il botto lombardo alle amministrative

Sull’attenti, signori, e toglietevi il cappello di fronte ad una straordinaria ciurma di ragazzotti che hanno dimostrato a tutti noi, vecchi tromboni e trombati della politica, il significato della passione pura unita ai valori blaterati da anni ma che questi ne hanno fatto prova tangibile scrivendo una pagina straordinaria.

Una pagina rivoluzionaria vergata con l’inchiostro dell’orgoglio, priva di sciocchi paraventi – visti e rivisti – utili soltanto a nascondere il sedere come gli struzzi nella sabbia sviscerando un’appartenenza diventata sempre più uno sbiadito ricordo da esibire tra pochi intimi nei salotti privati. Loro, no. Per fortuna, aggiungo. Ragazzi coraggiosi dal volto ancora imberbe ma dal cuore identitario, a Voi, dunque, il compito di indicare la via smarrita.

A Voi, Ragazzi, vada il miglior ricordo di Sergio Ramelli, Paolo di Nella, Virgilio e Stefano Mattei e di tutti i Caduti per un ideale disperso e che Voi, forti del coraggio della passione, state riannodando i fili di una matassa volutamente riposta nel dimenticatoio. Chapeau!

Nel mare delle chiacchiere, questi giovanotti impossibili, si sono presentati in un paio di comuni lombardi, per le recenti amministrative, con un nome che ha fatto sobbalzare dalla sedia la presidente Boldrini e l’ANPI tutta: Fasci italiani del Lavoro, corredato dal Simbolo che ricorda un altro Fascio glorioso, immaginate quale.

Risultato: a Sermide Felonica, importante cittadina mantovana, 10,42% di preferenze con una candidata, Fiamma Negrini di anni 21, eletta in Consiglio comunale. Ma non è finita: poco lontano, a Mura in Valsabbia in provincia di Brescia, Fascismo e libertà, altro nome accattivante con tanto di fascio a simbolo, risultato: 24,22% e ben tre consiglieri eletti. Una deflagrazione che è arrivata a Roma in un battibaleno, apriti cielo! Interrogazioni parlamentari capeggiati da una scatenata presidente Boldrini (presidente, giacché il sottoscritto non è un giornalisto e smettiamola, una volta per tutte, con queste sciocchezze) sollecitando l’intervento della prefettura locale, dell’ANPI, e dei compagni tutti.

A breve m’attendo notizie per un interessamento a l’ONU. Se tanto mi dà tanto. Ma la partita è aperta, presidente Boldrini, l’identità s’è rimessa in marcia. Piaccia o non. Per intanto, presidente Boldrini, le riconosco il risultato di aver ottenuto le scritte inneggianti alla morte sul muro di casa dei neo consiglieri, una incredibile serie di telefonate anonime minacciose, cortei sparsi promossi dall’associazione dei partigiani in un clima di rinnovato e mai sopito odio verso i nostri provocando la più che umana e legittima paura. Ma stavolta, presidente Boldrini, uccidere un fascista sarà reato, sappia. E sappia pure che i nostri Ragazzi non saranno lasciati soli, li difenderemo come fossero figli nostri. I figli migliori frutto di una generazione in gran parte da dimenticare in fretta.

Sarebbe interessante capire se questo straordinario esempio venisse ripreso a livello nazionale, non oso immaginare quante preferenze potrebbe raggiungere. Pensate: un simbolo ed un marchio identitario privo di fratellini, cuginetti, sovranisti, leghisti, forzisti, figli di buona donna sparsi in ogni dove. Mamma mia.

Marco Vannucci