La Yalta siriana

Con il pretesto dell’Isis, che poi è un prodotto congiunto di quasi tutte le potenze (petromonarchie, Gran Bretagna, Usa, Francia, Israele, con tante altre complicità sparse che coinvolgono anche l’Italia, complice specie di Al Nusra) si assiste al conclamato accordo Usa-Russia-Iran. Ai quali si aggiungono gli accordi pregressi con Arabia Saudita e Israele e l’entrata in scena della Francia. Come si può notare, solo per l’Europa vale la contrapposizione che serve a contenerci e paralizzarci, altrove è sinarchia esplicita.
L’unica domanda seria e sensata è se a questo normalissimo gioco d’intrecci e d’influenze la Siria di Assad verrà sacrificata o se il valore strenuo di quel fiero popolo gli consentirà di resistere.
Lo vedremo al di là delle intenzioni manifestate dalle potenze che, come ci hanno ampiamente insegnato i fatti, non sempre coincidono con le loro volontà reali e con i loro disegni.
Gabriele Adinolfi

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