Siria a tira e molla

Speriamo seriamente che in Siria saltino gli accordi e che si giunga al muro contro muro, altrimenti Assad è liquidato.
Questo ciò che lo lascia temere (ansa) Durante il recente incontro a margine dell’assemblea generale dell’Onu, Vladimir Putin e Barack Obama “si sono detti d’accordo sul fatto che Stati Uniti e Russia hanno un interesse comune nella lotta contro l’Isis in Siria” e “sulla necessita’ di istituire un canale di comunicazione per prevenire una mancanza di intesa tra le unità della coalizione (con a capo gli Usa) e la Russia”. Lo fa sapere l’ambasciata americana in Russia.
Putin Assad sia flessibile e pronto compromessi – Per risolvere la crisi siriana Bashar al-Assad deve assumere una “posizione attiva e flessibile” e deve essere pronto “per i compromessi nel nome del suo paese e del suo popolo”. Lo ha detto Vladimir Putin aggiungendo che servono “le riforme politiche e il dialogo tra tutte le forze sane del paese”.
Quel che lascia sperare invece (sempre ansa)
La Russia deve fermare la sua aggressione in Siria. Lo ha detto il segretario alla Difesa americano, Ash Carter secondo il quale i raid russi in Siria “probabilmente” sono stati lanciati in zone dove non c’è presenza dell’Isis. Anche l’opposizione siriana attacca il Cremlino e denuncia: “I raid aerei russi in Siria hanno già ucciso 36 civili”. Il presidente della Coalizione Nazionale Siriana, Khaled Khoja, a margine dell’Assemblea Generale Onu ha detto anche che “La Russia non ha intenzione di combattere l’Isis, ma di prolungare la vita al presidente siriano Bashar al Assad”.
Il Parlamento russo ha approvato l’uso delle truppe in Siria come richiesto dal presidente Putin. Lo riferisce Russia Today. La richiesta si riferiva all’uso delle forze armate in Siria per combattere il terrorismo su richiesta del presidente siriano Assad. L’ultima volta che Putin ha chiesto al Senato russo il permesso di inviare truppe all’estero e’ stato nel marzo del 2014 poco prima dell’annessione della Crimea.
Ma: La Russia userà solo forze aeree in Siria. Lo ha detto il capo dell’amministrazione presidenziale, Serghiei Ivanov, citato dall’agenzia Tass.
Insomma, o gli americani fanno sciocchezze o nella tenaglia degli accordi con l’Arabia Saudita, Assad è spacciato e in Siria si arriverà a una spartizione con in piedi un resto di Stato alawita depotenziato e fantoccio che avrà la garanzia di sopravvivenza soltanto perché concede ai Russi il porto mediterraneo.
Insomma mala teampora currunt salvo se gli americani si riveleranno idioti.
L’altra possibilità – ma è un miraggio – è una sana guerra mondiale.
Staremo a vedere.
Gabriele Adinolfi

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*