L’opposizione in Consiglio contro la chiusura dei punti nascite in Trentino

Maurizio Fugatti ha presentato ieri una mozione, firmata anche da Bezzi, Bottamedi e Cia che impegna la Giunta a richiedere la deroga per i Punti nascite di Arco e Cavalese ricalcando quanto proposto dalla Giunta della Regione Veneto. Il documento è stato respinto con 17 voti contrari e 13 favorevoli.

 

“Forse si stava meglio quando era assessora Borgonovo Re perché chi è venuto dopo sta facendo “meno bene” ha esordito Giacomo Bezzi (FI) che ha posto l’attenzione sul territorio trentino, fatto di piccoli paesi con una percorrenza stradale molto ampia: “non si può governare la sanità solo con la legge dei numeri, sebbene la sicurezza sia l’aspetto principale di cui tenere conto”. Noi siamo un’autonomia speciale e non possiamo mollare con Roma su un tema strategico per il nostro territorio, ha detto rivolto all’assessore Zeni: “deve salvaguardare i servizi e almeno dimostrare alle famiglie trentine che almeno ci ha provato fino in fondo”.

“Sinceramente mi aspettavo qualche intervento da parte di qualcuno della maggioranza”, ha replicato Maurizio Fugatti (Lega) che ha citato un comunicato stampa di questa mattina nel quale il Patt richiama l’attenzione sull’argomento in questione: “ora mi sento più sereno” ha detto ironicamente ed ha proseguito elogiando l’ex assessora Borgonovo Re e invitando l’assessore Zeni a fare squadra e sostenere a Roma i servizi sanitari e i punti nascita territoriali. Ha infine chiesto un chiarimento al collega Degodenz che riguardo Cavalese oggi sulla stampa ha ammesso un errore di Roma, ma anche un errore della Giunta: “un’accusa di responsabilità al governo provinciale per aver accentrato tutto a Trento e Rovereto”.

Nella replica l’assessore Luca Zeni ha chiarito e ribadito che nei punti nascita sotto un certo numero di parti la sicurezza è ridotta. La valutazione degli standard di sicurezza non è di ordine politico, ha aggiunto. Altro tema importante richiamato dall’assessore, quello della natalità, che in Trentino è legato non tanto al tasso di natalità, ma al numero di nati, un trend in forte flessione ed uno dei motivi è il trend demografico di forte invecchiamento, con una diminuzione delle donne in età fertile.