Bolzano. Democrazia diretta: confronto con delegazione del Brandeburgo

La commissione petizioni dell’assemblea legislativa del Brandeburgo, guidata da Elisabeth Alter, in Alto Adige per un viaggio di studio, è stata accolta oggi in Consiglio provinciale dalla presidente della 1a commissione legislativa Magdalena Amhof e dai componenti della commissione Ulli Mair, Christian Tschurtschenthaler, Dieter Steger, Brigitte Foppa, Myriam Atz Tammerle e Josef Noggler.

Tema del confronto tra i due organi, la democrazia diretta e l’iniziativa popolare: argomenti di attualità sia in Alto Adige che nel Land tedesco. Magdalena Amhof, presidente della commissione e incaricata, insieme a Foppa e Noggler, di redigere un nuovo disegno di legge sulla democrazia diretta, ha riferito del percorso partecipativo che ha portato alla proposta: per due anni, il gruppo di  lavoro sul tema ha incontrato cittadini, associazioni e gruppi di interesse, promosso audizioni e confronti, fino ad arrivare a una proposta scritta che, dopo essere stata presentata ai cittadini, approderà in commissione, “dove sarà valutata anche dai gruppi consiliari finora non coinvolti, e potrà subire modifiche”, ha concluso Amhof. “Questo processo”, ha proseguito Brigitte Foppa, “è stato una vera novità: vi si è arrivati dopo il fallimento di altri tentativi e ha permesso di abbattere le barriere tra maggioranza e opposizione. Questo, non senza difficoltà: potremmo definirlo un “figlio problematico”, ma si sa che i figli problematici sono i più intelligenti”.

Gli ospiti, che ieri avevano incontrato la difensora civica Gabriele Morandell, confrontandosi con lei sui temi e la gestione dei reclami riguardanti la pubblica amminisrazione (che è anche uno dei compiti della Commisisone petizioni),  hanno quindi posto una serie di domande sul percorso effettuato, dalle modalità di coinvolgimento dei cittadini, compresi quelli disinteressati, al confronto interno ai partiti altoatesini. Dieter Steger ha sottolineato che si tratta di imparare da quello che è un processo nuovo, evidenziando poi che la democrazia diretta deve essere di completamento a quella rappresentativa, e richiamando al valore del compromesso, “che la democrazia diretta non tollera, perché ai referenda è possibile votare solo sì o no”. Il potenziale divisorio e generatore di conflitti del referendum, dimostrato per esempio, in Alto Adige, in occasione del referendum sull’aeroporto, è stato evidenziato da più parti come uno dei pericoli della democrazia diretta. Christian Tschurtschenthalerha ricordato a questo proposito il referendum sugli impianti sciistici a Brunico: “Un progetto cui molti erano favorevoli, ma che in seguito a una campagna molto aggressiva ha avuto esito completamente opposto”. I temi comunali, è stato convenuto, sono i più sentiti dai cittadini: in particolare i tributi, perché spesso, ha sottolineato Ina Muhß (SPD), “la cittadinanza non capisce che senza di essi non sarebbe possibile avere strade e infrastrutture: per questo è importante informare” . Un correttivo all’esasperazione delle posizioni e un aiuto alla comprensione dei temi è rappresentato infatti da un’informazione neutrale sul tema e dalla promozione di iniziative di partecipazione e formazione politica, il cui valore è stato sottolineato da Myriam Atz Tammerle; il disegno di legge elaborato, ha chiarito Amhof, prevede a questo scopo un ufficio per la formazione politica e la partecipazione, cui spetta anche la promozione di opuscoli informativi che diano spazio a tutte le voci in campo in vista di un referendum. “Al diritto di informare deve fare da contraltare anche il dovere di informarsi”, ha sottolineato Barbara Hackenschmidt (SPD), raccogliendo il consenso dei presenti, che hanno condiviso l’impressione che molti cittadini preferiscano in realtà delegare le decisioni, “ma la democrazia diretta”, ha riassunto Dieter Steger, “necessita di responsabilità”.  Il confronto ha considerato poi anche il tema dei costi (“Nella nostra proposta abbiamo chiesto il rimborso di 1 € a firma”, ha detto Amhof) e del quorum (“la proposta é di abbassarlo dal 40% al 25%), per la cui riduzione si è espressa Ulli Mair, che ha sottolineato che che una legge sul tema si farà davvero solo se c’è la volontà politica. Il disegno di legge elaborato, ha concluso Amhof, “è snello, ma è sempre un miglioramento della situazione attuale, ed effettivamente considera democrazia diretta e partecipazione popolare come elementi di integrazione della democrazia rappresentativa”. A questo proposito, Michael Jungclaus(B90/Grüne), apprezzando che il gruppo di lavoro altoatesino si sia preso tempo per elaborare una proposta adeguata, “in quanto la partecipazione civica fa parte di un’autonomia dinamica”, ha evidenziato un paradosso: i promotori di due recenti referenda in Brandeburgo si sono poi trovati coinvolti nell’applicazione pratica delle norme: “In questa fase, sono diventati di fatto rappresentanti dei cittadini che avevano vinto il referendum, ed hanno lavorato alla ricerca di compromessi”.