Agire per il Trentino: quando l’amianto fa dare i numeri

La provincia ha mappato, anche con rilevamenti aerei, i siti più pericolosi con coperture in amianto da bonificare: sono elencati in una tabella allegata ad una apposita delibera.

A causa di uno scambio di particelle – così come si legge in una nota stampa a firma Alberto Giacomoni, Coordinatore Agire per il Trentino Levico Terme – si è bonificata una copertura in amianto a Santa Giuliana (peraltro non rilevata nel censimento della PAT) anziché una tettoia in zona Masera.

Questo è quello che abbiamo letto recentemente su un quotidiano locale, – si continua a leggere nella nota.

“La particella edificale p.ed.3049/2, indicata nella tabella PAT, era chiaramente contrassegnata come particella edificale “p.ed.“; purtroppo aveva lo stesso numero di una particella fondiaria “p.f.” localizzata a Santa Giuliana, anch’essa incidentalmente con una copertura in amianto: ecco spiegato perché la tettoia della Masera non è stata bonificata.”

Se la spiegazione della mancata bonifica – si legge – è veramente da addebitare ad uno scambio di particelle bisogna ringraziare i funzionari che sono incorsi nell’errore. Infatti hanno scoperto casualmente una tettoia a Santa Giuliana non ricompresa nelle tabelle PAT! Si ricorda che Agire per il Trentino ha fatto una interrogazione provinciale per tale dimenticanza.

“Affinché non si verifichino altri equivoci, – continua – ricordiamo che le particelle edificali sono indicate sulle mappe catastali con un numero preceduto da un punto a differenza di quelle fondiarie e si sa che Martin per un punto perse la cappa (in questo caso cappa in amianto)”, ha infine concluso Alberto Giacomoni.