Dalzocchio e Rossato difendono la Giunta Fugatti dalle accuse dei centri sociali

Dopo gli sconvolgenti fatti di ieri sera, con l’occupazione del Palazzo della Provincia da parte dei centri sociali, Mara Dalzocchio e Katia Rossato sono intervenute a difesa della Giunta Fugatti.

La Giunta provinciale si sta adoperando su tematiche chiare come gli stereotipi di genere, le pari opportunità e le differenze sessuali, concetti di un’importanza tale da rendere imprescindibile la presenza di un dibattito in cui venga coinvolta la popolazione con l’obiettivo primario di giungere a una migliore e più chiara comprensione” ha dichiarato la Dalzocchio, difendendo l’importanza stessa del convegno “Donne e Uomini. Solo stereotipi di genere o bellezza della differenza?“.

Gli individui che hanno manifestato ieri sera con violenza, sia verbale che fisica, hanno dato prova della loro totale estraneità ai concetti basilari della democrazia, come la libertà di pensiero e il diritto alla pluralità di visioni, sbeffeggiando quelli che sono i pilastri di una società avanzata come la nostra” attacca la Capogruppo della Lega in Consiglio provinciale.

La reazione scomposta, caotica e disordinata ad un evento organizzato da ben due assessorati, con la partecipazione di esperti e studiosi a livello universitario, con oggetto tematiche su cui una discussione sana e aperta dovrebbe essere ampiamente accettata e accolta, ci fa capire ancora una volta l’importanza di questa battaglia di libertà” continua la Dalzocchio.

La Giunta in questa occasione ha dato di nuovo prova di quella connessione ideologica con la maggioranza silenziosa dei cittadini trentini, per i quali non è più possibile tacere. Ora sentono la necessità di alzare la voce e parlare liberamente, nella massima serenità, di temi che dovrebbero essere considerati ordinari, quali quelli affrontati nell’evento di ieri sera” ribadisce la capogruppo, che conclude “Spiace vedere che si dia ancora una volta importanza a taluni soggetti che, con un megafono e dei volantini in mano inneggianti alla violenza nei confronti di un assessore, si comportano pure come fossero loro le vittime“.

Sulla stessa lunghezza d’onda la consigliera provinciale Katia Rossato. “È allucinante vedere articoli, immediatamente successivi ai fatti di ieri sera, intenti a dare credito alle voci provocatorie di chi lamenta di non essere stato fatto entrare ad assistere alla conferenza, con la scusa di avere intenti pacifici e il solo scopo di assistere democraticamente alla serata“.

Queste persone – ricorda la consigliera – sono arrivate con megafoni, cartelloni e bigliettini che incitano, tra le altre cose, a legare un assessore, biasimando il fatto che sua madre non lo avesse abortito“. “È evidente che tutto questo sia una scusa, un pretesto organizzato per impedire il normale svolgimento della serata. Una premeditazione che rivela la loro totale malafede” conclude la Rossato.