Fugatti: A22, cerchiamo un accordo ma non a tutti i costi

Il Presidente Maurizio Fugatti nel corso della seduta odierna del Consiglio provinciale ha svolto la relazione sullo stato dell’arte della trattativa per il rinnovo della concessione dell’A22 presentando all’aula una testo, articolato, molto tecnico con il quale ha riassunto il lungo iter del rinnovo della concessione A22 e le criticità del momento attuale. Criticità determinate soprattutto dalle condizioni tariffarie previste dall’Art, l’Autorità di regolazione dei trasporti, e recepite dal Cipe.

Tariffe, ha ricordato, che inciderebbero sulla redditività della società, renderebbero difficili gli investimenti di miglioramento dell’A22 per i quali sono previsti 800 milioni e peserebbero su quelli previsti dal Piano economico finanziario (Pef) (4,15 miliardi). Il Cipe, ha aggiunto il Presidente della Giunta in termini positivi, nella riunione tecnica che si è tenuta del 21 dicembre, nella quale sono stati evidenziati i problemi segnalati dai soci pubblici, ha peraltro dato la disponibilità a prenderli in considerazione. Nodi che sono stati già messi in evidenza nella nota mandata, a nome dei soci territoriali, dalla Regione al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti il 20 dicembre e che comprendono, ha ricordato Fugatti, la “non redditività del sistema tariffario dell’Art, con conseguente incerta bancabilità dell’affidamento, la mancata considerazione di una parte consistente degli investimenti, l’adeguamento dell’accordo di cooperazione tra ente concedente, autonomie territoriali e gestore in senso maggiormente paritetico e la richiesta di riconsiderazione dei benefici del concessionario uscente dopo il 30 aprile 2014 anche alla luce del valore di riscatto”. 

Inoltre, il Presidente nella sua relazione ha aggiunto che l’Art per l’A22 ha fissato tariffe meno remunerative rispetto all’A4 e alle altre autostrade venete e friulane. “Questo significa – ha aggiunto – un minor contenimento dei costi per la manutenzione a differenza di quanto è stato definito per la A22”. 

In base a queste constatazioni, la conclusione politica ribadita in aula dal Presidente in aula è questa: se, dalla riduzione degli investimenti alle tariffe, le condizioni rimangono quelle complessivamente previste dal Ministero infrastrutture trasporti – che secondo il Presidente della Giunta in questo caso ha assunto un atteggiamento eccessivamente centralistico – i dubbi sull’accordo restano. “Si spera di andare avanti con la trattativa – ha affermato Fugatti – ma nel rispetto dei soci locali. Però, se non verranno prese in considerazione le criticità, non c’è alcun vincolo che ci obblighi a sottoscrivere l’accordo. Anche se l’auspicio è di andare avanti”. Altrimenti, come ha affermato nella replica, si apre la strada della gara.