La sconfitta del M5S in Trentino

Alla fine il grande sconfitto in questa campagna elettorale in Trentino è il MoVimento 5 Stelle, uscito molto ridimensionato rispetto alle elezioni politiche del 2018. Se infatti la percentuale che i pentastellati avevano ottenuto alle elezioni politiche nel 2018 era del 19,51% sull’intero territorio regionale, a quelle europee del 2019 il risultato si è attestato al 6,29%.

Un dato che porta a riflettere, se si pensa che il consenso intorno grillini si è ridotto di circa due terzi; il motivo si può cercare nell’opposizione critica attuata soprattutto dal Consigliere regionale Filippo Degasperi, il quale ha puntato, da ottobre ad oggi, ad una politica di netta contrapposizione con quella della Lega – alleata di governo sul piano nazionale – e ad un affiancamento al centrosinistra autonomista che, sebbene possa riscuotere un certo successo all’interno della sua base, non è stato apprezzato dall’elettorato.

È infatti proprio Degasperi il principale esponente dell’opposizione in Trentino, ma poco importa per il M5S che, in questo periodo, ha scelto di porsi nettamente all’opposizione. Questa è una scelta condivisibile, ma anche rischiosa e infatti l’elettorato l’ha pesantemente punita.

Ma non solo: si può vedere che questa scelta è stata sbagliata anche dalla risalita del PD a livello regionale (dal 14,66% del 2018 al 16,00% delle Europee): evidentemente il posto all’opposizione netta di Fugatti spetta di diritto al centrosinistra autonomista. Che non sia l’ora di un cambio di rotta?