Lettera al direttore. Claudio Cia e la sua battaglia per la libertà di espressione

Si riceve e volentieri si pubblica la lettera indirizzata al direttore di Secolo Trentino del Consigliere provinciale a Trento, Claudio Cia, in cui esprime senza peli sulla lingua che continua e continuerà le sue battaglie personali esprimendo tutto se stesso senza se e senza ma – nonostante i continui attacchi verbali o appellativi offensivi che riceve.

Signor Direttore
Talvolta il lessico adoperato da alcune persone e in alcuni articoli di giornale è volutamente costruito in modo da delegittimare i soggetti di cui si sta parlando. In certi casi lo si fa per mera necessità di semplificazione, in altri casi perché spinti da secondi fini. La mia attività di politico mi espone ogni giorno a tentativi di delegittimazione, attacchi che non mi spaventano e di cui anzi vado fiero.
L’ultimo in ordine cronologico nasce in seguito a un’interrogazione con la quale ho chiesto lumi in merito ad uno spettacolo di pessimo gusto che sarà messo in scena a Rovereto martedì prossimo. Non c’è giustificazione che regga: per me l’atto di smerdare l’immagine di Cristo, sebbene si tratti di mera rappresentazione scenica, non è né arte né bellezza: è un insulto e tale rimane. Così come il tentativo del regista di cercare di spiegarlo con artifici retorici. E’ evidente che il succo della performance è la provocazione e l’umiliazione, che da piacere ai soli narcisi che l’hanno pensata, un marketing di autopromozione, tanto astuto quanto banale.
Ebbene, per aver dichiarato questo vengo definito “integralista cattolico”. Ormai ho conseguito una lunga esperienza in materia di etichette e mi preme elencarle: “fascista” quando difendo la famiglia; “omofobo” quando contesto matrimoni gay, utero in affitto e teorie di genere; “razzista” quando chiedo una riflessione sui rischi di un’accoglienza incontrollata; “islamofobo” quando denuncio la minaccia terroristica e chiedo il perché di finanziamenti della Provincia ad associazioni islamiche per corsi di arabo…
La mia essenza mi spinge ad esprimere il mio pensiero liberamente, e continuerò a farlo. Non mi interessa la tranquillità d’animo, non mi interessa accontentare tutti, non mi interessa perdere voti. Se accondiscendessi alle lusinghe di chi vorrebbe tacitarmi e cambiare la mia persona, mi ritroverei ad essere una maschera senza volto. Continuerò ad essere quello che sono agendo in modo rispettoso e democratico, senza secondi fini. Ho sempre argomentato le mie posizioni, con onestà e con spirito critico senza offendere chi è portatore di altre visioni. Ai miei detrattori, preferisco il consiglio di Virgilio mentre indica a Dante gli ignavi: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”.