Maschio (M5S): "Precisazioni inquietanti sul 5G in Trentino"

Il Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Trento, Andrea Maschio, continua la sua battaglia contro il 5G e in un comunicato stampa evidenzia le precisazioni che Assotelecomunicazioni ha rilasciato.

Ciò che si legge non è per nulla rassicurante né nel metodo né nel merito. Nel metodo perché si fa passare per falso e tendenzioso chi invece vuole salvaguardare la salute; nel merito perché le precisazioni evidenziate sono in alcuni casi già note e in altri conferma dei nostri dubbi e delle nostre paure” commenta il Consigliere.

In particolare Maschio critica la specifica sulla “sperimentazione” in 120 comuni, a suo avviso ormai ripetitiva perché ormai unica specifica data da parecchi mesi. “Inoltre – attacca il pentastellato – si dimentica di ricordare che nel frattempo i Comuni bandiera arancione hanno aderito in alcuni casi senza saperlo a un accordo quadro sulla certezza, e non sperimentazione, del 5G con INWIT SpA tramite il Touring Club“. I primi comuni ad avere il 5G dovrebbero quindi essere Ala, Caderzone Terme, Ledro e Molveno.

Disarmante – continua Maschio – anche la superficialità e assoluto disinteresse all’aspetto sanitario e ambientale quando viene riferito che la sperimentazione è per migliorare il divario digitale senza alcuna specifica alla sicurezza per il cittadino“. “Si continua a fare riferimento ai limiti vigenti senza preoccuparsi di dire che sono proprio quelle le questioni in gioco. Normative che si riferiscono a tecnologie di vent’anni fa e messe in discussione da numerosi studi che dimostrano i problemi legati alle interazioni biologiche“.

Nessuno poi si pone il problema degli studi indipendenti, cioè non pagati dalle compagnie di telecomunicazione” sostiene Maschio, secondo il quale potrebbero emergere dimostrazioni dei danni provocati dalle onde elettromagnetiche, al contrario dell’innocuità affermata dagli studi finanziati dalle compagnie.

La perla finale – conclude il Consigliere – è la precisazione che le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente effettuano controlli in via preventiva, senza precisare che parlando del 5G tale affermazione è totalmente falsa. Infatti durante la conferenza indetta dalla PAT, il tecnico di APPA ha affermato che non hanno la più pallida idea di come effettuare verifiche sul 5G“.