Toponomastica, Commissione dei sei delegittimata. Urzì: “Maggioranza di componenti tedesca e ladina”

La Commissione dei Sei che ha nelle mani il potere di decapitare i nomi di luogo in lingua italiana sgraditi alla Svp conta tre componenti del gruppo tedesco più uno ladino (deputato Svp) che già da soli compongono una maggioranza autosufficiente.

Così esordisce, in una nota ufficiale, Alessandro Urzì, L’Alto Adige nel cuore, che continua:

Sono solo due gli italiani (poco decisivi, a dire il vero, in tutti i sensi). Ma su un piano squisitamente formale questo sbilanciamento nella rappresentanza linguistica in Commissione dei sei offre ulteriori argomenti che saranno presentati in sede di ricorso costituzionale sulle conseguenze del provvedimento.

Quale legittimazione morale ha una Commissione che oltre a sostituirsi al Parlamento nella modifica dello Statuto lo farà sulla base del voto prevalente dei componenti di lingua tedesca e del ladino (eletto per la Svp). Il voto italiano insomma avrà un carattere meramente estetico, e ciò appare paradossale essendo in discussione la cancellazione di denominazioni in lingua italiana riassunte in un elenco.

Il vizio di origine di questa commissione, per la sua composizione, si aggiunge alle riserve morali sulla trasparenza della procedura. Il voto avverrà nelle segrete stanze da cui è stata tenuta estranea l’opinione pubblica e su una bozza di norma di attuazione sulla toponomastica (che al contrario dovrebbe essere considerato un bene di tutti e non solo delle segreterie di due partiti politici) con allegato elenchi dei nomi di luogo italiani epurati.

Dopo il voto saranno mostrate le teste di toponimi italiani grondanti sangue come macabri trofei gettati alla folla gaudente del popolo di Zeller e Sven Knoll che reclamava il sacrificio.

Che questo accada con il sorriso sulla bocca del Pd è ancora più sconcertante.