Vittime del terrorismo secessionista dimenticate, Urzì: “va individuato un luogo dove celebrarle”

“Nella giornata dedicata alle vittime del terrorismo, il 9 maggio, ho provveduto a presentare una richiesta ufficiale in Regione perché si provveda ad individuare un luogo in cui potere ricordare e commemorare le vittime del terrorismo secessionista che colpì così duramente in lunghi anni di tensione il Trentino e l’Alto Adige”.

Con queste parole, in una nota stampa ufficiale, Alessandro Urzì, L’Alto Adige nel Cuore, che prosegue: “Ecco il documento (nella fotografia una recente manifestazione di ricordo): esiste una lista, lunga e drammatica, di nominativi di militari e civili: sono le vittime del terrorismo in Alto Adige”.

Essa – continua nella nota – riconosciuta come ufficiale dalle autorità giudiziarie e di polizia, comprende i nominativi di Giovanni Postal, Gaspare Erzen, Vittorio Tiralongo, Luigi Degennaro, Palmerio Ariù, Bruno Bolognesi, Salvatore Cabitta, Giuseppe d’Ignoti, Herbert Volgger, Martino Cossu, Franco Petrucci, Francesco Gentile, Mario Di Lecce, Olivo Dordi, Armando Piva, Filippo Foti, Edoardo Martini. L’elenco dei feriti in seguito ad atti di terrorismo è ancora più lungo: comprende 33 nominativi”.

Proseguendo: “La memoria di questa tragica appendice dell’immane tragedia legata al deflagrare della violenza in Alto Adige è stata più volte oscurata”.

“Il consolidarsi di sentimenti di autentica e vissuta convivenza fra le civili e laboriose popolazioni dell’Alto Adige, al di là ed al di sopra di ogni appartenenza, impone il recupero alla memoria collettiva di questo patrimonio di dolorose testimonianze attraverso un impegno diretto, anche delle Istituzioni, nella cura e nel radicamento della fratellanza nel ripudio, in democrazia, di ogni forma di violenza quale strumento di lotta politica.

E ancora: “Questo dovere deve essere avvertito tanto più nei riguardi delle giovani generazioni che non hanno conosciuto il terrorismo in provincia di Bolzano (nemmeno nella sua appendice negli anni Ottanta) e che devono costituire un presidio verso il rischio sempre presente del riaffacciarsi di sentimenti di intolleranza e violenza”.

Tutto ciò premesso, il Consiglio della Regione Trentino Alto Adige impegna la giunta provinciale a farsi parte attiva perché sia individuato all’interno del territorio regionale un piccolo spazio pubblico da riservare a questa dolorosa memoria ed in cui sia collocata una targa in memoria delle vittime, si legge in conclusione nella nota a firma Urzì.