Alemanno: “Nessun altoatesino può aggredire l’italiano”

In Trentino non solo per il referendum, ma anche per difendere l’identità italiana nelle valli alpine. E’ questo lo scopo della visita di Alemanno a Trento che ha voluto soffermarsi sul NO secco contro coloro che minacciano la cultura e l’identità tricolore; sono state incisive soprattutto le parole contro l’Alto Adige. In seguito allo scandalo del Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, a Bolzano per i settant’anni dell’autonomia, che è stato accolto da Schuetzen e parate a favore dell’Alto Adige.

Ed in seguito all’affermazione di tre giorni fa del consigliere provinciale Sven Knoll dei Südtiroler Freiheit, che ha detto: “Gli italiani come gli immigrati devono imparare ad integrarsi in Alto Adige”, Alemanno ha risposto che è un comportamento “Intollerabile. Quella del presidente Juncker è, che era andato in visita a Bolzano la scorsa settimana, poi l’ennesima “buffonata autonomista che veramente bisogna smettere di concedere”, ha commentato Alemanno. “Quando si entra nel territorio italiano si sta sotto la bandiera italiana, ci sono le autorità italiane – che tutelano le minoranze peraltro. Questo è lo Stato italiano, e come tale dev’essere rispettato”.

Noi italiani stiamo diventando immigrati in casa nostra, ha inoltre aggiunto: “soltanto che siamo immigrati trattati peggio degli altri, perché si preferisce difendere quelli che vengono dal Marocco o dal Bangladesh rispetto a quelli italiani. In realtà questa non è un’immigrazione, è una guerra vinta che ha affondato la nazione italiana già dalla Prima Guerra Mondiale”.

Parole di condanna che si legano al suo progetto in difesa della lingua italiana. Infatti l’ex sindaco di Roma ha presentato una proposta di legge all’Accademia della Crusca a favore della lingua italiana con Fabrizio Di Stefano (FI) ed Alessandro Urzì (consigliere della Provincia di Bolzano – Alto Adige nel cuore). In merito a ciò, Alemanno ha dichiarato: L’italiano va difeso su due fronti. Uno è quello tipicamente dell’Alto Adige, dove sostanzialmente si sta mettendo in atto il tentativo della minoranza-maggioranza tedesca di cancellazione dell’italiano a partire dai toponimi: si sta effettuando la cancellazione dei nomi dei paesi italiani a favore di quelli tedeschi.

Il secondo fronte è invece quello di poter avere una diversa logica rispetto alle cosiddette “quote”: non è possibile che ci sia un’egemonia tedesca su quella italiana. “Non è un dato accettabile. Poi, sostanzialmente, l’italiano è la lingua nazionale, e dev’essere difesa: vogliamo metterlo anche in Costituzione. Vanno difese anche le minoranze linguistiche, ma nessuna minoranza può andare ad aggredire l’italiano”.

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Junker a Bolzano con gli Schutzen

Ideali patriottici che ben si sposerebbero con un ritorno al governo del Centrodestra, o meglio del Destra-Centro, come lo chiama lui stesso. In merito ad un’unione dei vari partiti di destra, infatti, Alemanno non ha dubbi. “Bisogna creare un polo identitario della Destra così come abbiamo fatto con Francesco Storace (La Destra), includendo la Lega – che deve però superare la logica nordista, Fratelli d’Italia, con Raffaele Fitto (di Conservatori e Riformisti – CoR)  e probabilmente con un pezzo di Forza Italia. Questa realtà si può progressivamente unificare, per creare un polo di Destra che sia quello che porta avanti i temi dell’identità, della sovranità e dell’interesse nazionale”.

 

Per la Capitale sentenzia cambiamenti sul suo operato. I sondaggi fatti nella Capitale dimostrano che la qualità della vita era molto superiore quando eravamo al governo. Alemanno in merito ha detto: “noi rispetto alla giunta Marino, rispetto al commissario straordinario Tronca e rispetto alla giunta Raggi. Per risolvere questa situazione bisogna mandare quest’ultima a casa: si è dimostrata totalmente inadeguata e sta dimostrando che il M5S non è in grado di esprimere una cultura di governo. Dopo averle lasciato tutto il tempo per fare qualcosa di buono, bisogna pensare ad un’alternativa. Non escludo che si torni a votare per il Comune di Roma entro il 2018″.

L’invito dunque è a difendere il proprio Paese da qualsiasi tipo di attacco, che provenga dall’Alto Adige, da Renzi o dai penta stellati. Per togliersi di dosso l’etichetta di immigrati in casa propria.