IL BAMBINO DE “THE ECONOMIST” OFFRE IL GELATO ARTIGIANALE ALLA STAMPA

Una volta, quando si volevano fare due chiacchiere, si offriva un caffè, giusto per gentilezza. Ma l’estate è il regno incontrastato del gelato, dunque Matteo Renzi si adegua: è mattina quando un carretto dei gelati fa il suo ingresso scenografico a Palazzo Chigi. Non troppo presto, visto che prima il premier si è concesso un po’ di meritato riposo su Twitter.

Il presidente del Consiglio aveva promesso di stupire il suo pubblico, quasi fosse un mago ingaggiato da poco al circo, e lo fa offrendo un gelato, rigorosamente artigianale, alla stampa che attende famelica le sue nuove riforme e proposte. E se la riforma sulla scuola può essere rimandata (“è solo slittata, non è saltata”), un momento di sano relax ci può stare.

Un Matteo Renzi che torna bambino e che, in un momento di forte crisi come quello attuale (l’Italia non era in deflazione dal ’59), preferisce rinviare “le cose serie”. Divertente e quasi tenero, se non fosse che il Paese necessita di figure politiche credibili, come ricorda il The Economist, che sulla sua copertina ritrae Renzi con un cono di gelato in mano dietro Hollande e la Merkel. Fanalino di coda Mario Draghi, che cerca disperatamente di salvare la barca dell’eurozona, quasi colma d’acqua. E quando il giornale britannico accusa Renzi proprio di mancanza di professionalità, il premier non si scompone e ironizza sulla confezione del gelato. Crema e limone, una combinazione di gusti piuttosto insolita, come hanno fatto giustamente notare alcuni followers del presidente del Consiglio. Certo, perché in una situazione tanto delicata, si va a sindacare proprio sul gusto del gelato e sulla sua manifattura.

Ma il carretto porta gelati al centro del cortile di Palazzo Chigi rimane isolato, tra i commenti degli astanti che vanno dallo sconcerto (“Non ci posso credere”) alla deplorazione (“Che vergogna!”). “Dimostriamo ai nostri amici del The Economist che il vero gelato è quello italiano artigianale” afferma Renzi, mostrando fiero il suo cono, in un impeto patriottico.

Il gesto potrebbe essere interpretato come un’ingenuo tentativo di corrompere la stampa, ma i giornalisti non ci cascano e non accettano l’offerta amichevole del premier. Loro pensano alle questioni serie, importanti, indagano sul motivo dei continui slittamenti delle riforme e sulla sorgente dell’ottimismo renziano, che deve essere per forza naturale, dal momento che nessun fatto economico ha potuto indurlo, viste le condizioni dell’Italia.

Finchè la barca va, lasciala andare”: è questa la nuova filosofia di Renzi, che forse ritroveremo nel suo prossimo slogan per attirare spettatori o followers. Perché, per adesso, il premier preferisce mangiare gelato come tutti gli Italiani nel mese d’Agosto, o quasi tutti. Per le riforme ci sarà tempo, perché “finchè la barca va, tu non remare e stai a guardare”.

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