Primarie Lega Nord: Gianni Fava o Matteo Salvini?

Domenica 21 maggio, a Parma, si terrà il Congresso della Lega Nord per eleggere il nuovo segretario federale nella figura di Gianni Fava o per confermare il già leader Matteo Salvini.

Se da una parte si presenta un volto nuovo, quello dell’assessore lombardo Fava, intenzionato a ripristinare gli antichi propositi nordisti del partito, dall’altra si ricandida il segretario uscente ed europarlamentare a Bruxelles Matteo Salvini che sempre più si posiziona su una linea con aspetti decisamente nazionalisti. Queste due persone non portano solo due punti di vista diversi ma due direzioni opposte, una più legata al passato l’altra più attuale, che stanno anche a indicare una possibile spaccatura della Lega Nord.

Non è una novità che la popolarità dell’uscente segretario all’interno del Carroccio sia diminuita ma ciò è sottolineato dalla restrizione del voto alle persone che sono iscritte al partito da almeno cinque anni, ovvero da prima della sua elezione. I militanti sono chiamati a sottoscrivere la candidatura di uno o dell’altro, fino al raggiungimento del numero legale di firme necessario. Successivamente la votazione sarà diretta, per alzata di mano, con lo scopo di confermare la leadership.

Inoltre le polemiche nei confronti di Salvini si accendono con striscioni come “Il popolo padano non vuole un segretario itagliano: Salvini föra dai ball”, frase comparsa sul suolo di Pontida, luogo di storica rilevanza per la Lega Nord. Di fatto, è proprio a Pontida dove si è tenuta la contromanifestazione degli artisti del collettivo “Terroni Uniti” e di fronte alla quale il giovane leader non ha rilasciato commenti.

Gianni Fava avrà dunque un rilevante sostegno, soprattutto dai nostalgici della vera Lega, coloro che difendono prima di ogni altra cosa l’indipendenza della Padania (Veneto e Lombardia). In riferimento ai fatti di Pontida e all’imminente Congresso egli invita il suo avversario a discutere pacificamente e concretamente la nuova linea che potrà assumere il partito.

“Insisto e approfitto per lanciare un ultimo appello a Salvini di darci la possibilità di andare a congresso e discutere realmente, alle stesse condizioni, quella che deve essere la linea da tenere per il movimento. Non ci sarà un vincitore, ci saranno dei vinti. I vincitori di solito hanno l’onere di decidere e andare avanti. La mia candidatura nasce per unire la base della Lega e non dividerla. Questa è l’ennesima dimostrazione del fatto che lo scontro interno si sta trasformando in qualcosa che rischia di portare problemi al movimento”.

Ingid Salvadori