GRILLO NELL’EUROZONA CON UKIP?

Dopo il risultato delle attesissime Elezioni Europee del 25 maggio, che hanno visto in Italia un vincitore assoluto, il Partito Democratico di Matteo Renzi, il “moralmente schiaffeggiato” Movimento 5 Stelle continua per la sua strada, seppur diversa da quella che s’era immaginata in campagna elettorale. Infatti già la sera stessa degli scrutini, e per alcuni giorni successivi, i mass media hanno martellato il popolo italiano declamando il M5S come “lo sconfitto per eccellenza“: il che, visto da una certa ottica, è sicuramente vero, avendo Beppe Grillo, leader del MoVimento, assicurato una vittoria schiacciante per tutta la sua “esaltata” campagna elettorale. E invece i risultati si sono rivelati un autentico pugno allo stomaco, tanto che lo stesso Grillo per riprendersi ha dovuto prendere una pillola per il mal di stomaco.

Tuttavia, vista da un’ottica più oggettiva e politicamente corretta, il M5S ha riportato un risultato sufficientemente buono: certo, non ha conquistato il posto che s’era prefissato, ed ha anche perso alcuni votanti rispetto al Febbraio 2013, ma nonostante ciò rimane il secondo partito italiano, portando in Europa 17 freschi deputati, da zero che ne aveva. Il che non si può definire una “sconfitta clamorosa”.

Così Il M5S ha già iniziato a muoversi in questo nuovo ambiente… creando già scalpore nell’opinione pubblica italiana! Infatti il 28 maggio Grillo si sarebbe incontrato con Nigel Farage, leader del primo partito inglese di queste elezioni, lo UKIP (United Kingdom Indipendence Party), vittorioso col suo vistoso 31%. La notizia di questo semplice incontro ha attirato ulteriore attenzione sul M5S da parte dei mass media italiani, sempre ghiotti di scoop riguardo i movimenti dell’ex-comico genovese.

A detta dei due leader, l’incontro aveva il solo fine di “conoscersi meglio” per analizzare i rispettivi programmi in modo da vedere se sia possibile un’alleanza in futuro. Ecco che allora che i giornali italiani volgono lo sguardo su un personaggio che prima del fantomatico 28 maggio non era mai stato preso in massiccia considerazione quanto in questi ultimi tempi: comincia la loro crociata rivolta allo UKIP ed al suo leader, affibbiandogli nomignoli quali razzista, sessista, omofobo, xenofobo, fascista, e la lista continuerebbe – secondo citazioni passate e di membri che per la maggior parte sono stati sospesi ed espulsi. [L’Espresso, 29 maggio 2014; Il Fatto Quotidiano, 2 e 3 giugno 2014]

Ma d’altro canto gli stessi giornali italiani nei mesi precedenti avevano etichettato Grillo come un fascista.

Dal canto loro, Grillo e Farage non se ne sono stati zitti e buoni, anzi! Soprattutto Grillo, con l’aiuto del suo immancabile blog, ha avviato a sua volta una possente (per non dire esagerata!) campagna mediatica a difesa del leader UKIP, creando di fatto una fitta pubblicazione di post che mostrerebbero la presumibilmente vera figura del possibile futuro alleato inglese. Grillo spiega che è vero che i rispettivi programmi non coincidono perfettamente (come sulla questione energetica, per esempio), ma ciononostante sulla proposta euroscettica sono convergenti: entrambi denunciano uno squilibrio del potere, una non-democrazia europea, ed entrambi i partiti vogliono opporsi a ciò e cambiare quest’Europa. Sia M5S che UKIP hanno a cuore le sovranità nazionali, il rispetto per la storia e la cultura d’ogni Paese, e la decisionalità del popolo piuttosto che dei burocrati non eletti che presiedono ancora oggi in Europarlamento. Già nel 2011 Farage aveva esposto in maniera chiara e coincisa la sua indignazione circa i fatti accaduti in quel periodo (la crisi in Grecia, il governo tecnico di Mario Monti ai danni di Silvio Berlusconi in Italia, le guerre in Medio Oriente).

Inutile dire che questo incontro col leader UKIP e la relativa battaglia mediatica erano l’ultima cosa di cui Grillo aveva bisogno: infatti già dal 26 maggio il “popolo della rete” s’è diviso in due fazioni. L’una richiede le dimissioni di Grillo stesso dal ruolo politico che “investe”, additandolo come fautore principale della sconfitta elettorale contro il PD, mentre l’altra rimane fedele al leader ed al suo operato. Ma la notizia dell’incontro con Nigel Farage non ha fatto che gettare ulteriore benzina sul fuoco.

Molti votanti 5Stelle non riescono proprio a digerire un’alleanza con un razzista, omofobo, xenofobo, etc., minacciando di non votare più in futuro per il MoVimento se questa possibile alleanza dovesse divenire realtà, visto anche che nel programma per le Europee il M5S proponeva (effettivamente) un’alleanza coi Paesi Mediterranei. Altri si sono schierati in favore di questa inattesa intesa, vedendo in Farage un compagno euroscettico ideale, distaccandosi dall’immagine che hanno dato i giornali italiani.

Grillo per giorni non ha risposto alle domande ed alle critiche circa questa spinosa questione, rimanendo in un “relativo” silenzio. “Relativo” perché non è stato affatto silenzioso, mitragliando la rete con continui post incentrati sulla difesa del leader inglese. Ma finalmente il 2 giugno il leader 5Stelle ha postato sul suo oramai celebre blog un’argomentazione dettagliata sulla questione “UKIP e Farage”: Grillo risponde ai suoi scettici elettori spiegando che un’alleanza con lo UKIP non prevedrebbe una fusione compatta in tutto e per tutto, ma estrema libertà di voto democraticamente coerente in base al proprio singolo programma di partito. In sintesi, un’alleanza con Farage sembrerebbe la strada più logica da seguire, in quanto sui punti concordanti creerebbero una massiccia opposizione nell’Europarlamento, e contemporaneamente su quelli discordanti non avrebbero ripercussioni d’alleanza. Inoltre aggiunge che un’alleanza in Europa non è solo doverosa, ma proprio necessaria, in quanto un gruppo parlamentare incisivo ha bisogno di minimo 25 membri, numero che né M5S né UKIP hanno (rispettivamente ne contano 17 e 24).

In ogni caso s’è alzato un gran polverone per quasi nulla, visto che Grillo e Farage si sono incontrati informalmente ed una sola volta, e ancora nulla è stato deciso, contrariamente a quanto vogliono far credere i giornali italiani. [L’Espresso, 29 maggio 2014; La Stampa, 30 maggio 2014; Il Fatto Quotidiano, 2 e 3 giugno 2014]

Comunque il dibattito in rete resta fortemente aperto, e Beppe Grillo promette che non saranno lui o i suoi deputati a prendere la decisione definitiva, ma che ci sarà, coerentemente all’ideologia del MoVimento, una consultazione online.

di Giuseppe Comper

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