Grillo vs Orfini, botta e risposta sui social

Beppe Grillo noto comico italiano nonché ex leader del partito “Movimento 5 Stelle” è tornato a far parlare di sé, non per questioni politiche questa volta, ma piuttosto per una caduta di stile su Facebook, avente come vittima il politico del PD Matteo Orfini.

Qualche ora fa è apparsa sul profilo Facebook di Grillo un post con link annesso, che dileggiava Orfini definendolo incoerente. Pronta la risposta del politico che sempre tramite Facebook, si è profuso in un’accusa a Grillo di “click baiting”, definendo il comico genovese “pronto a lucrare su tutto per guadagnare quattro spiccioli”.

Il “click baiting” è un metodo che sta spopolando sui vari social, utilizzato soprattutto dai blog e dai gruppi, per raggiungere un maggior numero di visualizzazioni e consiste nell’attrarre l’internauta con un titolo accattivante, spesso ingannevole, per poi reindirizzarlo verso un sito esterno dove della notizia originaria non c’è traccia. Si tratta di una sorta di piccola truffa, visto che quasi sempre questi siti o blog, guadagnano dalle varie pubblicità a seconda del numero di visualizzazioni che ottengono.

Questo strumento è largamente utilizzato sui social, perché permette di lucrare con i click degli incauti lettori, richiedendo solo una piccola perdita di tempo. Stupisce che un personaggio come Grillo, o chi gli gestisce i profili social, siano caduti in questa “trappola”, offrendo il fianco ai detrattori dell’ex comico genovese per dimostrare quanto ancora sia lontano dal poter essere considerato seriamente.

Grillo ha dimostrato, con questa vicenda, di non aver perso la verve scandalistica propria dei comici e di non possedere minimamente l’aplomb necessario per poter essere un personaggio di riferimento per il popolo italiano, egli non ha mai perso la vis scandalistica, il bisogno di fare audience a tutti i costi, anche al prezzo di fare delle memorabili gaffe, come in questo caso.

Questo modo di fare politica non è un metodo che alla lunga può pagare, il concentrarsi solamente sugli avversari, tentando costantemente di screditarli, può portare, come in questo caso, a fare delle figuracce; bisognerebbe che i politici si concentrassero esclusivamente sul proprio operato, per ripagare gli elettori che li hanno votati o per convincerli a concedere la loro fiducia.

Troppo spesso ormai siamo coinvolti indirettamente in inutili litigi tra gli esponenti dei vari partiti politici e, soprattutto grazie alla potenza dei social, tutti si arrogano il diritto di esprimere la loro opinioni al mondo anche in tematiche che non li riguardano direttamente.

Orfini che si è detto molto rammaricato dell’accaduto ha puntualizzato che era stato abituato a subire diversi tipi di attacchi pubblici, ma che mai avrebbe creduto di dover fronteggiare una simile situazione, soprattutto in relazione al piccolo beneficio che Grillo ne avrebbe tratto. Si è detto inoltre convinto che la politica sia un’altra cosa e che per fare politica non servano questi “trucchetti”.

Sperando in futuro di non assistere più a scene come queste, che non fanno altro che distogliere l’opinione pubblica dalle reali problematiche del paese, i politici dovrebbero preoccuparsi di svolgere i loro compiti con competenza, fieri e consapevoli del compito che hanno.

Agli albori della politica nazionale ed internazionale, l’essere un politico era fonte di orgoglio perché si restituiva in qualche modo, qualcosa alla propria patria, ora sembra sia diventato solamente un modo per arricchirsi e raggiungere i famosi “quindici minuti di celebrità”.

Carlo Alberto Ribaudo